Accuser – Misled obedience

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

I tedeschi Accuser riabbracciano il figlio prodigo René Schütz e danno alle stampe un album orgogliosamente intitolato “Accuser” (Metal Blade Records), una ponte tra passato e futuro del gruppo.

Benvenuto Frank, dopo 35 anni avete sentito l’esigenza di un album omonimo, cosa significa veramente? È una sorta di dichiarazione “siamo gli Accuser e siamo ancora vivi”?
Le canzoni dell’album rappresentano uno spaccato della storia degli Accuser, tuttavia, viene messo in mostra anche il suono corrente. Non era previsto così, ma le strutture si sono evolute dato che il songwriting è stato spezzettato sino al momento di entrare in studio! Inoltre, René, un membro dei nostri esordi, è nuovamente parte integrante della band.

Cosa ricordi del tuo primo album “The Conviction”?
Suonavo negli Expect no Mercy e avevamo pubblicato un album nel 1984. Un’altra band della nostra città natale realizzò un disco in quel periodo, erano i Breaker. Successivamente sono passato ai Breaker, dopo aver registrato la chitarra solista nel loro demo di quattro tracce per un nuovo album. Ho scritto altre canzoni e avevamo abbastanza materiale per registrarlo in uno studio. Le nuove canzoni erano davvero veloci e aggressive e si distinguevano dal suono più heavy metal dei Breaker. Così abbiamo cercato un nuovo nome, iniziando la ricerca in ordine alfabetico dalla “A.” Non siamo andati lontano e abbiamo deciso Accuser. È nato così l’album “The Conviction”.

C’è un file rouge che collega il primo e l’ultimo album?
Il collegamento è che ci sono elementi di “The Conviction” rintracciabili nel nuovo album. Inoltre, la nostra performance nel pezzo “The Eliminator” suona molto simile a quelle delle canzoni del primo album.

Come è cambiato il vostro sound in questi anni?
Il nuovo disco è il successore di “The Mastery” e suona come lui. Ma questa volta abbiamo, in più, inserito tutti gli elementi che ci caratterizzano come Accuser. Penso che siamo stati in grado di esprimere il nostro stile tipico, le nuove tracce sono più ruvide e dirette.

La buona notizia è il ritorno di René Schütz dopo dieci anni, avete ritrovato subito la vecchia alchimia e avete cambiato il vostro modo di lavorare rispetto alla vostra precedente collaborazione?
René e io ci conosciamo da 35 anni. Quando abbiamo ripreso a suonare insieme è stato subito evidente che abbiamo trascorso molto tempo insieme. È come essere una cosa sola. Quello che abbiamo cambiato nella nostra cooperazione è che discutiamo le cose in dettaglio in modo che tutti sappiano cosa fare. Contiamo l’uno sull’altro e siamo felici di essere di nuovo insieme.

Un altro vecchio amico è tornato a lavorare ancora con voi, il produttore Martin Buchwalter. Come nasce questa ennesima collaborazione?
Collaboriamo con Martin sin da “Dependent Domination”. Sono ormai sei album che abbiamo prodotto con lui. È diventato un buon amico e sa esattamente cosa è giusto e meglio per la band. La novità è rappresentato Dan Swanö che ha masterizzato l’ultimo album.

Alla luce di questi ritorni, avete sentito molta pressione durante le sessioni di registrazione?
Abbiamo appena ritrovato René, mentre lavoriamo regolarmente con Martin e continueremo in futuro. Non abbiamo sentito alcuna pressione nel processo di registrazione, ci siamo divertiti molto, anche se abbiamo lavorato sodo e, questa volta, più a lungo.

Prima che i concerti venissero stoppati, avete verificato il potenziale delle nuove canzoni sul palco?
No, non abbiamo avuto alcuna possibilità di farlo. Abbiamo preparato il materiale nell’home studio e lo abbiamo perfezionato con Martin. Speriamo di avere di nuovo l’opportunità di suonare di nuovo dal vivo. Speriamo presto.

“Accuser” è il vostro miglior album da quando gli Scartribe hanno cessato di esistere?
Sì, penso di sì! Tuttavia, ogni album è diverso e viene accolto dai fan in modo diverso. Ci esprimiamo attraverso album vari e offriamo sempre qualcosa di nuovo.

Un giorno pubblicherete ufficialmente il demo degli Scartribe su CD o in digitale per vostri fan?
Al momento non è previsto.

L’album si conclude con “A Cycle’s End”: state entrando in una nuova fase della vostra carriera?
Forse è una nuova fase della nostra carriera ma non ha nulla a che fare con il testo: “Cycle’s End” parla di come non abbiamo mai capito come creare un ciclo. La natura ce lo ha insegnato, ma noi l’abbiamo ignorata.

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The Germans Accuser reunite with their prodigal son René Schütz and release an album proudly titled “Accuser” (Metal Blade Records), a bridge between the group’s past and future.

Welcome, after 35 years a self-named album, what really means? Is a sort of declaration “we are Accuser and we are still alive”?
The songs of the album represent a cross-section of the Accuser history. Nevertheless, thecurrent sound is also presented. This was not intended, but these structures have evolved, since the songwriting was distributed with breaks up to the studio date! In addition, René is a member of the early days, again an integral part of the band.

What do you remember about you first album “The Conviction”?
I played in the band Expect no Mercy and we had released an album in 1984. Another band from our hometown also released an album at that time. It was the band Breaker. A little later I switched to Breaker after recording the solo guitar on their 4-track demo for a new album. I wrote more songs and we had enough material to record it in a studio. The new songs were really fast and aggressive and stood out from the heavy metal-influenced sound of Breaker. So we looked for a new name and started the search alphabetically with “A”. We didn’t get far in the alphabet and decided on Accuser. The album “The Conviction” was born.

Is there a file rouge that connects the first and the last album?
The connection is that there are elements of “The Conviction” to be found on the new album. In addition, our interpretation of the song “The Eliminator” sounds very much like the songs of the first album.

How is change your sound in these years?
The new record is the follow-up album of “The Mastery” and sounds like it. But this time we played with all the elements that make us sound like Accuser. I think we have been able to reflect our typical style. The new recordings are rougher and more direct.

The good news is the return of René Schütz after ten years, did you find immediately the old alchemy and did you change your approach to work respect of your previous collaboration?
René and I have known each other for 35 years. When playing together it was immediately noticeable that we have all spent a long time together. It’s like a unit. What we have changed in our cooperation is that we discuss things in detail so that everyone knows what to do. We rely on each other and are happy that we are together again.

Another old friend is back to work with you, the producer Martin Buchwalter. How is born this umpteenth new collaboration with him?
We have been working with Martin since “Dependent Domination”. That ́s six albums we produced with him. He has become a good friend to us and knows exactly what is right and best for the band. One change is that Dan Swanö mastered the last album.

Due these important comebacks, did you feel a lot of pressure during the recording sessions?
We just had one comeback with René. We work regularly with Martin and will continue in the future. We didn ́t feel any pressure in the recording process. We had a lot of fun, although we worked hard and this time longer.

Before the concerts stop did you check the potential of the new songs on stage?
No, we didn’t have a chance. We prepared the material in the home studio and finalized it in the studio with Martin. We hope to get the oppurtunity to play live again. Hopefully soon.

Is “Accuser” your best album after Scartribe ceased to exist?
Yes, I think it is! However, every album is different and is also accepted by the fans differently. We polarize with different albums but always offer something new.

Will you release officially someday the Scartribe’s demo on CD or digital for your fan?
This is not planned at the moment.

The album ends with “A Cycle’s End”: are you going in a new phase of your career?
Maybe it’s a new phase of our career but that has nothing to do with the lyrics. “Cycle’s End” is about how we never understood how to create a cycle. Nature has taught us, but we have disregarded it.

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