Guido Brualdi – Tutti estinti… tranne i morti

Ormai siamo abituati a pensare alla vita in modo dicotomico, prima e dopo pandemia. La nostra memoria tende a ingannarci, nonostante non si tratti di giorni molto distanti, dipingendoci quei momenti coma una sorta di epoca dorata. Guido Brualdi, con la sua matita invece, ce li disegna in modo diverso, ricordandoci che forse eravamo già destinati all’estinzione. Il suo disco più fumetto, “Estinzione 666” (MiaCameretta Records), è un’opera delicata e catastrofica: se dobbiamo morire, meglio farlo con un sorriso sulle labbra…

Ciao Guido, dopo il tuo esordio discografico ti senti più fumettista o cantautore?
Ciao! Anche se suono da un po’ di anni, mi riesce ancora difficile definirmi musicista! Mi sento più un racconta-storie che usa la musica e il disegno come mezzo per esprimersi!

Quali sono le analogie e quali le differenze nei processi creativi delle due forme d’arte in cui ti diletti?
Ho sempre disegnato e mi è venuto sempre naturale! Mi piace dare una visione del mondo attraverso i miei occhi e attraverso le situazioni che lo caratterizzano, che viste coi miei occhi sono un insieme di sfumature di colori, di tristezza e assurdo, di comicità e grottesco. Con la musica riesco a comunicare la mia parte forse più introspettiva… sto cercando di far comunicare questi due mondi, facendoli convivere, cercando di alimentarsi l’uno con l’altro. Quando scrivo una storia per poi disegnarla cerco di avere tutto abbastanza strutturato, la trama, i personaggi, le battute! Mentre quando scrivo un brano molto spesso lascio andare i sentimenti e la melodia va di conseguenza, mentre le parole cercano di seguire il suono

“Estinzione 666” un titolo profetico alla luce di quello che sta accadendo oggi?
Per come stanno andando le cose, sotto un certo punto di vista mi sembra inevitabile! Se continuiamo a non rispettare l’ambiente e la natura, agendo per convivere in armonia, con gli anni a venire e le sempre più aspre condizioni climatiche per l’uomo, sarà molto probabile un collasso della società per come la conosciamo. I film distopici sul futuro non sono così distanti da un possibile svolgimento della nostra storia. Quando ho scritto le canzoni dell’album, nel 2019 e prima della pandemia, ero arrabbiato e rassegnato per come l’umanità ha perso di vista le cose davvero importanti, e per come a molti potenti interessi solo il profitto, i soldi, dei pezzi di carta con dei numeri stampati sopra. E’ arrivato il momento di ridefinire le priorità, di volerci bene per davvero e volere bene alla nostra terra. Rileggendo quello che ho scritto sembro un santone, eheh.

Quello che mi pare di capire dalle tue parole, opere, album e fumetto, è che non ce la passassimo bene neanche prima, no?
Assolutamente no, non ce la passavamo bene ma abbiamo fatto finta di niente, considerando come secondari il riscaldamento globale, lo sfruttamento delle risorse e la violenza dell’uomo. Anche se siamo di fronte a un periodo difficile, sono certo che ci sia ancora speranza! Se nel piccolo agiamo per il bene, per l’Amore, facendo quello che amiamo fare, rispettando noi e gli altri, impegnandoci a dare un segnale positivo, quel segnale può diventare un’ onda, un’onda che non può essere fermata!

Cosa è nato prima, il fumetto o il disco?
E’ nato prima il disco! Le canzoni sono state pensate e scritte nel 2019 e registrate tra dicembre 2019 e gennaio 2020! Il fumetto è nato quando ho iniziato a immaginare la copertina, volevo che le canzoni raccontassero una fine che sta per arrivare, se non cambieremo per il meglio, mentre nel fumetto la fine è arrivata, e ci troviamo di fronte una (forse) nuova civiltà.

Credi che siano scindibili le due cose?
A un primo sguardo e ascolto potrebbero sembrarlo, diciamo che con il fumetto e il disco si ha una visione più completa di quello che volevo dire!

Quali musicisti e quali disegnatori ti hanno ispirato per “Estinzione 666”?
Disegnatori che imi hanno influenzato dire Blain, Moebius, Vivès, musicisti Phil Elverum, Vic Chesnutt, Phoebe Bridgers, Verdena.

Durante l’ascolto mi è venuto più volte in mente uno dei classici del prog tricolore, “Per… un mondo di cristallo”, album dei Raccomandata Ricevuta di Ritorno. Inizialmente, musicalmente, anche se le due opere sono stilisticamente molto distanti, poiché il tuo disco è molto essenziale, mentre quello dei RRR è strutturato e complesso. Poi mi sono reso conto che i romani come te nei testi, nel loro caso scritti dalla poetessa poetessa Maria Comin, parlano della fine del mondo. Vorrei sapere se conosci quel disco e se in qualche modo ti abbia influenzato.
Wow! Purtroppo no, non conosco né il disco né la band, vedrò di recuperarmeli! Grazie dello spunto!

L’album ha dei suoni low-fi, a cosa è dovuta questa scelta?
Ho registrato l’album con una scheda audio, un Mac, microfono e chitarra, tra camera mia a Pesaro e la casa in campagna dei miei nonni al confine tra Marche e Romagna! Mi piaceva l’idea di registrare qualcosa che avesse delle imperfezioni, rendono il tutto molto più vero e umano. Il master è stato realzizato al Vdss Recording Studio a Ceprano (FR) da Filippo Strang, che ha fatto un lavoro super!!

Progetti futuri?
Sto disegnando un fumetto lungo per un editore, è una storia molto importante per me, ma ancora non posso sbilanciarmi a dire troppo eheh! Uscirà l’anno prossimo se tutto va bene! Sto anche scrivendo nuove canzoni, vedremo poi che succederà! In tempi migliori mi piacerebbe suonare un po’ in giro, pandemie e disastri a parte, speriamo presto!

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