Artillery – The X factor

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

A metà degli anni ’80 i danesi Artillery si affermarono come un nome di spicco del movimento thrash. Nel 1999 la band è tornata con “When Death Comes”, una seconda vita che oggi ci regala il decimo album “X” (Metal Blade Records), un disco di puro metallo fuso spietatamente pesante e orecchiabile.

Benvenuto Michael (Bastholm Dahl), vorrei congratularmi per il vostro nuovo album “X”. Che tipo di preparazione ci vuole per mettere insieme un disco epico come questo?
Bene, prima di tutto, grazie mille! Il processo di scrittura negli Artillery è in realtà abbastanza semplice, il che significa che cerchiamo di non analizzare e pensare troppo alle cose. Seguiamo solo il nostro istinto e la nostra ispirazione. Quindi, che risulti buono è semplicemente fantastico.

Il vostro album precedente era intitolato “The Face of Fear”. Nell’ultimo anno abbiamo visto il vero volto della paura, “X” è nato sotto l’influenza dell’emergenza pandemica?
No. Anche se sarebbe una cosa naturale da dire, in realtà non l’abbiamo fatto consciamente. Penso che i media e le persone in generale siano o si sentano un po’ saturi di tutta questa roba sulla pandemia. Sarebbe una cosa ovvia sui cui scrivere, ed è per questo che abbiamo deciso di non farlo.

“X” è il decimo album della vostre carriera e il primo dopo la morte di Morten Stützer: come ti sei sentito a lavorare senza di lui?
Il primo album dopo la morte di Morten Stützer, lui ha scritto un sacco di cose, che abbiamo incluso nell’album. Riff, idee per le canzoni ecc. Quindi, anche se non era con in carne ed ossa, era lì con lo spirito, e questo è un qualcosa che ci accompagnerà sempre.

Quando avete scelto Kræn Meier, volevate un chitarrista sulla simile a Morten o no?
Non stavamo cercando una replica di nessuno. Kræn ha il suo stile, e si adatta bene agli Artillery.

Nella prima stagione di Artillery avete scritto solo tre album, dopo il ritorno sette: cosa è scattato nella band che vi ha permesso di avere questo nuovo ritmo creativo?
All’inizio non credo ci fosse alcuna intenzione di pubblicare solo tre album. È accaduto e basta. Questa volta, abbiamo continuato ad andare avanti. C’è tanta volontà di andare avanti con gli Artillery, quindi la persistenza è la risposta, suppongo.

Pensi che questo album sia paragonabile alle vostre uscite precedenti?
È difficile non essere di parte qui, dal momento che “X” è così recente. Penso che “X” riepeta quello che hanno fatto anche le nostre release precedenti. Attenersi al nostro marchio, ma allo stesso tempo evolversi. Non miriamo mai né al conformismo né all’allontanamento dalle nostre radici.

Guardando indietro, sei soddisfatto della tua carriera con gli Artillery?
Assolutamente! Si può sempre dire che sarebbe stato più bello con più ricchezza o altre cose, ma alla fine, devi essere grato per quello che hai ottenuto. Altrimenti saresti sempre insoddisfatto. Finora è stata una buona carriera.

Cosa pensi che distingua gli Artillery dalle altre bande?
Suppongo che siamo un po’ più melodici. Abbiamo incluso anche dell’atmosfera metal anni ’70. Usiamo anche voci pulite, che forse non sono originalissime, ma comunque un po’ lontane dai canoni delle thrash band. Abbiamo anche avuto delle influenze mediorientali in alcune delle nostre canzoni, quindi suppongo che facciano anche parte del nostro marchio di fabbrica.

Con il vaccino forse la musica tornerà sul palco, siete pronti?
Più che pronti! Non vediamo l’ora di ripartire!

In the mid-1980s Denmark’s Artillery established themselves as being at the cutting edge of the thrash movement. In 1999 the band is back with “When Death Comes”, a second life that today gives us their tenth full length “X” (Metal Blade Records), a record that’s ruthlessly heavy, catchy and pure molten metal.

Welcome Michael (Bastholm Dahl), I’d like to congratulate for your new album “X”. What kind of preparation goes into putting an epic album like this together?
Well, first of all, thanks a lot! The writing process in Artillery is actually quite natural, which means, that we try not to analyze and overthink things too much. We just follow our gutfeel and inspiration. So, that it turns out good is just great.

Your previous album was titled  “The Face of Fear”. In the last year we saw the real face of the fear, is “X” born under the influence of the pandemic emergency?
No. Even though it would be a natural thing to write about, we have actually not done that directly. I think that the media and people in general,  either is or feel a bit  over saturated with this whole pandemic. It would be the obvious thing to write about, and that’s why we decided not to.

“X” is the tenth album of your career and the first after the death of Morten Stützer: how did you feel to work without him?
The first album after the death of Morten Stützer. Morten wrote a lot of stuff, which we included on the album. Riffs, song ideas etc. So, even though he wasn’t there in the flesh, he was there in the spirit, and that is something he always will be.

When you choose Kræn Meier did you want a guitarist in the vein of Morten or not?
We weren’t looking for a replica of anyone. Kræn got his own style, but fits in nicely in Artillery.

In the first season of Artillery you wrote just three album, after the comeback seven: what was really change in the band to have this new rhythm in the songwriting process?
I don’t think there was any plan to just release three albums at first. It just happened that way. This time around, we just kept on going. There is a need and will to keep Artillery going, so persistence is the answer, I suppose.

How do you think this album compares to your prior releases?
It’s hard not to be biased here, since “X” is so new. I think that “X” does, what our previous releases have done as well. Sticking to our trademark, but evolving at the same time. We never aim for either conformity nor moving away from our roots.

Looking back, are you satisfied of your career with Artillery?
Absolutely! You can always say, that it would have been nice with more wealth or other things, but in the end, you must be grateful for what you got instead. Otherwise you would always be dissatisfied. It has been a good career so far.

What do you think separates Artillery from other thrash bands?
I suppose we are a bit more melodic. We got that seventies metal vibe included as well. We use clean vocals as well, which is maybe not unique, but still a bit away from the “general” thrash band sound. We got that middle eastern thing going as well in some of our songs, so I suppose that is a part of our trademark sound also.

With the vaccine maybe the music will back on the stage, are you ready? 
More than ready! We can’t wait to go out on the road again!

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