Hideous Divinity – Il cantico dello Xenomorfo

Gli Hideous Divinity sono diventati nel giro di poco tempo un punto di riferimento per chi suona un certo tipo di musica estrema nel nostro Paese. Nonostante tutto, la band pare non prendersi troppo sul serio, o quanto meno non lo fa il cantante Enrico Di Lorenzo che, tra una battuta e l’altra, ci ha parlato del nuovo EP “LV-426”, uscito un mesetto fa per la Century Media.

Benvenuto Enrico, dopo l’ascolto di “LV-426” viene da esclamare che corto è meglio! Poco più di un quarto d’ora di violenza, con due brani inediti e una cover. Come e quando è nata l’idea di questo EP?
Ahahahaaha, questo motto andrebbe sdoganato nelle scuole medie!! Risolveremmo tanti problemi di machismo e bullismo fallico. L’idea di un EP è qualcosa che periodicamente ha sempre fatto capolino nei nostri brainstorming ma, per un motivo o per l’altro, non era mai il momento giusto. pandemia di COVID19 e il conseguente rompersi della routine disco/tour/composizione/disco/tour/etc. etc. ci ha dato l’occasione per provare qualcosa di nuovo. Lavorare a un full e lavorare a un EP sono due esperienze e due approcci molto diversi: da una parte hai 10/12 canzoni per sviluppare una storia in modo organico, dall’altra hai solo 2 o 3 brani. Non sto dicendo né che sia più facile né più difficile, è solo molto diverso. E’ stato bello cimentarsi in qualcosa di nuovo.

In questo particolare periodo storico, caratterizzato dallo stop dei concerti, quanto è importante avere un prodotto fuori, anche se un Ep e non un full length?
E’ sicuramente molto importante, l’ultima cosa che possiamo permetterci, come esseri umani prima ancora che come band, è mettere un freno alla creatività e all’arte. La vita non ci manda in tour? E noi scriviamo nuova musica!

Che valore ha questa uscita: va a completare quanto fatto in “Simulacrum” oppure lo considerate una finestra sul futuro, sul prossimo album completo?
Finora ogni nostra uscita ha avuto la sua forte identità, almeno nella nostra testa ovviamente eheheh, “LV-426” non fa eccezioni. Ovviamente è un’uscita che deve molto al suo predecessore e a cui il prossimo album dovrà molto, un po’ come tutta la nostra discografia.

Ribaltiamo i ruoli, vi va di recensire i vostri due brani inediti?
Oddio, che cosa difficile che mi chiedi! Farò del mio meglio: “Acheron, Stream of Woe” rappresenta l’episodio più “cinematografico” tra i brani degli Hideous Divinity; costruita come una colonna sonora, racconta l’epopea di una bambina che sopravvive agli attacchi dei mostri della cui non esistenza era sempre stata rassicurata. Fino a ribadire la triste verità con cui si è aperto il racconto: “Mi hanno mentito”. “Chestburst” è la folle corsa dai/dei mostri in cunicoli e anfratti sempre più angusti. E sappiamo tutti che non finirà bene. Sono stato abbastanza vago?

Il titolo “LV-426” rimanda alla saga di Alien, in qualche modo i due brani hanno un legame tematico con quella serie cinematografica?
Assolutamente si! Ogni nostra uscita è dichiaratamente ispirata a un film: “Obeisance Rising” è ispirato a “They Live”, “Cobra Verde” a “Cobra Verde”, “Adveniens” a “Videodrome”, “Simulacrum” a “Lost Highways” e quest’ultimo “LV-426” a “Aliens”. Più precisamente abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul rapporto tra Rebeca “Newt” e lo Xenomorpho, in una rilettura come simbolo della relazione tra l’innocenza della fanciullezza e gli orrori del mondo che le danno la caccia.

Particolare la scelta della cover, come mai avete scelto un brano dei Coheed and Cambria?
Gettiamo subito la maschera: abbiamo cercato una canzone che parlasse di Alien ed è la prima che abbiamo trovato ahahahah. Ma si tratta anche di un brano incredibile ed è stato molto stimolante riarrangiare un pezzo del genere nel nostro stile. Sicuramente uno dei brani che ci siamo divertiti di più a suonare!

Siglando un contratto con la Century Media, avete realizzato il sogno di tanti metallari. Ora che avete fuori già un paio di release sotto l’egida della label tedesca, l’effetto sogno è svanito sotto il peso della responsabilità di un deal così impegnativo?
Il peso della responsabilità lo abbiamo sentito già prima del contratto, nel momento stesso in cui ci hanno chiesto di fargli sentire una demo del nuovo materiale. La Century Media era uno dei nomi su cui fantasticavo da ragazzino (l’altro era Fanny Cadeo, ma non è questo il punto) e quando siamo entrati in contatto con loro abbiamo sentito fortissimo il peso della questione. Però è stato bellissimo vedere come, di fatto, la cosa che gli interessava fosse la musica. Con loro parliamo di musica, della nostra musica, può sembrare scontato ma non lo è affatto!

Quale consiglio dareste alle band italiane che vorrebbero seguire le vostre tracce?
Fate in modo di avere nella band solo persone degne della vostra stima perché prima o poi tutti i gruppi passano un momento orribile dove si vedrà la differenza tra le teste pensanti e le teste di cazzo. Inoltra prima o poi dovrete chiedere a qualcuno di lavarsi un po’ di più (o magari lo chiederanno a voi) e, beh, in questi casi la confidenza e i buoni rapporti sono importanti!

In chiusura, ti chiederei di consigliare 5 EP ai nostri lettori..
Cinque?! Io non ho tutta questa cultura musicale!! Farò del mio meglio: Dark Tranquillity: “Of Cahos and Eternal Night”, Cradle of Filth: “Vempire or Dark fearytales in Phallustein” (suvvia, è un EP, non è un album. E’ la perfezione ma non è un album ahah). Non mi viene in mente nient’altro… a parte “LV-426” degli Hideous Divinity, ovviamente ahah

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