Gus G. – Into the unknown

Gus G. (Firewind, Ozzy Osbourne, Mystic Prophecy, Nightrage, Arch Enemy, Dream Evil) ha lanciato il suo progetto solista, che ha fatto il suo debutto ufficiale nel 2002, nel 1998. Dopo tre album a suo nome – “I Am The Fire” (2014 ), “Brand New Revolution” (2015) e Fearless (2018) – chiude il 2021 con un nuovo lavoro solista, “Quantum Leap” (AFM Records), che include 10 brani strumentali e un CD bonus “Live in Budapest 2018”.

Ciao Gus, come stai? È più difficile lavorare su un album da solista o su uno con la tua band principale, i Firewind?
Hey! Sto bene, grazie. Penso che ormai sia un po’ più difficile lavorare sugli album dei Firewind, dal momento che abbiamo già fatto nove album in studio e abbiamo creato un certo suono e stile. Quindi è una sfida realizzare grandi canzoni all’interno di un’area specifica che abbiamo sondato in lungo e largo. Gli album da solista in questo momento sono un po’ più divertenti per me, posso semplicemente fare quello che mi piace, sperimentare, collaborare con persone diverse e non preoccuparmi di un gruppo specifico di persone. Ma alla fine della fiera, sono entrambi miei bambini.

Come capsici se una canzone va bene per il tuo album solista o per la tua band?
Con i Firewind ovviamente non posso sperimentare troppo. Possiamo fare metal classico, o roba più veloce o talvolta brani hard rock più melodici. Quindi, qualsiasi cosa all’interno di quelle linee sarebbe accettabile per un disco targato FW. Con la mia carriera da solista, posso davvero adattarmi a qualsiasi altra cosa. Ad esempio, ora ho realizzato un album del tutto strumentale.


Quando hai iniziato a lavorare su “Quantum Leap” avevi le idee chiare sul suo contenuto o è venuto tutto per caso?
No, avevo la netta sensazione che avrei fatto un album strumentale. La cosa più difficile era quali idee si adattassero meglio e come sviluppare una traccia senza voce. Certo, ho scritto canzoni strumentali in passato, ma non è mai stato la specificità al 100%. Quindi, è stata un’esperienza divertente e istruttiva per me immergermi più a fondo in questo mondo.


Le canzoni mi sembrano strutturate per avere comunque delle linee vocali, è una mia impressione?
Immagino che significhi che ho fatto un buon lavoro con la creazione di melodie orecchiabili? Per rispondere alla tua domanda, no, non sono stati creati per la voce. Erano solo riff e idee che avevo e li ho sviluppati tenendo sempre in mente la chitarra. A volte ho provato a far suonare alla chitarra melodie che potessero essere cantate.

Qual è il tuo rapporto con la tua voce? Ti piace cantare?
Mi piace fare i cori, e lo faccio spesso nei Firewind e nei miei spettacoli da solista. Ma non credo di avere una voce così bella da essere sfruttata da cantante solista. Almeno lo credo! Ahah….

Hai raggiunto il tuo quarto album da solo, lo avresti mai previsto quando hai lasciato il Berklee College of Music dopo poche settimane?
Non avrei mai potuto prevedere tutte le cose incredibili che mi sarebbero accadute di lì in poi e che avrei avuto una carriera del genere quando ero alla Berklee! Sono davvero fortunato ad aver fatto un viaggio del genere finora.

Quali sono stati i tuoi della giovinezza? Hai comprato album strumentali?
Troppi davvero! Ero un grande fan di Yngwie, ma anche un grande fan di Satriani, Vai, Paul Gilbert, Marty Friedman, Uli Jon Roth, Michael Schenker, Gary Moore… la lista potrebbe continuare all’infinito. E sì, ho comprato album strumentali quando ero più giovane, ho collezionato la maggior parte delle cose che uscivano per Shrapnel Records.

Ti consideri un esempio per i giovani musicisti di oggi?
Non sta a me dirlo o giudicarlo. Faccio solo quello che faccio. Ma se la mia storia o la mia musica ispirano qualcuno a prendere in mano la chitarra, scrivere una canzone o perseguire il proprio sogno, mi dà gioia, è un onore e mi sembra di fare qualcosa di giusto.

La mia copia promozionale include un secondo CD, “Live in Budapest”: come è nata l’idea di un CD live bonus? La cosa ha che fare con l’attuale blocco di concerti?
È stata una mia idea che ho suggerito ad AFM Records, perché avevamo già un mix dello spettacolo a Budapest del 2018. Non l’abbiamo mai pubblicato, ad eccezione di un EP digitale due anni fa. Quindi, ho pensato perché non offrire un buon rapporto qualità-prezzo ai fan e regalare loro un album dal vivo insieme alla nuova musica? Penso che sia piuttosto bello. L’unico problema è che dovevamo limitarci alle canzoni di proprietà dell’AFM, dato che il mio catalogo è con un’altra etichetta e ovviamente ci sarebbero stati problemi legali. Per quanto riguarda l’attuale situazione dei concerti, spero solo di tornare sul palco il prima possibile!

Gus G. (Firewind, Ozzy Osbourne, Mystic Prophecy, Nightrage, Arch Enemy, Dream Evil) launched his solo project, that made its official debut in 2002, in 1998. After three albums under his own name – “I Am The Fire” (2014), “Brand New Revolution” (2015) and Fearless (2018) – he closes 2021 with a new solo effort, “Quantum Leap” (AFM Records), including 10 instrumental tracks and a bonus CD “Live in Budapest 2018”.

Hi Gus, how are you? Is it more difficult to work on a solo album or on one with your main band Firewind?
Hey! I’m fine thanks. I think it’s probably a bit harder to work on Firewind albums by now, since we’ve already done nine studio albums and have created a certain sound and style. So it’s a challenge to make great songs within a specific area that we’ve cornered ourselves. Solo albums at this time are bit more fun for me, I can just do whatever I like, experiment, collaborate with different people and not worry about a specific group of people. But they’re both my babies at the end of the day.

How do you feel  if a song is good for your solo album or for your band?
With Firewind I obviously cannot experiment too much. We can do classic metal, or faster stuff or sometimes more melodic hard rock tunes. So, anything within those lines would be acceptable for a FW record. With my solo thing, I can fit in anything else really. For example, now I made a full instrumental album.

When you started working on “Quantum Leap” did you have a clear idea of its content or did it all happen by chance?
No, I had a clear diea that I was gona go for an instrumental album. The thing that was the most hard was which ideas would fit best and how to develop a track without vocals. Sure I’ve written instrumental songs in the past, but it wasn’t my area 100%. So, it was fun and learning experience for me to dive in deeper into this world.

 The songs seem to me born to have vocal lines, is it just me?
I guess that means I did a good job with creating catchy melodies? To answer your question – no, they weren’t made for vocals. It was just riffs and ideas I had and I just developed them having the guitar in mind at all times. Sometimes I tried to make the guitar play melodies that can be sing-able.

 What’s your feeling with your voice? You like singing?
I like doing backing vocals, and I do that a lot in Firewind and in my solo shows. But I don’t think I have as great voice to be a lead singer. I wish! Haha….

You’ve reached your fourth album alone, would you ever have predicted that when you left Berklee College of Music after a few weeks?
I could have never predicted that all these amazing things would happen to me and have such a career since that time I was at Berklee! I’m really blessed to have had such a ride so far.

What were your heroes in your youth?  Did you buy instrumental albums?
Too many really! I was a huge Yngwie fan, but also huge fan of Satriani, Vai, Paul Gilbert, Marty Friedman, Uli Jon Roth, Michael Schenker, Gary Moore….the list goes on and on. And yes, I did buy instrumental albums when I was younger, I picked up most of the stuff that came out of Shrapnel records.

Do you consider yourself an example for young musicians today?
It’s not my place to say or judge that. I just do what I do. But if my story or my music inspires someone to pick up the guitar, write a song, or pursue his own dream, it brings me joy, it’s an honour and it feels like I’m doing something right.

My promotional copy includes a second CD, “Live in Budapest”: how did the idea of a bonus live CD come about? What to do with the current concert block?
It was my idea that I suggested to AFM Records, cause we already had a mix of the show in Budapest from 2018. We just never released it, except of a digital EP two years ago. So, I thought why not offer value for money to the fans and give them a live album together with the new music? I think it’s pretty cool. The only issue is that we had to be limited to songs that AFM owns, as my back catalogue is with another label and obviously there would be legal issues. As for the current concert situation – I just hope to return to the stage sooner than later!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...