Mater A Clivis Imperat – Memorie dal luogo atroce

Italiani popolo di santi, poeti e navigatori… ma non solo. Se c’è un qualcosa che sappiamo fare meglio degli altri, anzi direi meglio di tutti, è quel sound che unisce magistralmente progressive rock e sonorità oscure. Lo abbiamo fatto in passato con Jacula, Goblin, Devid Doll, lo facciamo ancora, senza paura di confronti con i nomi citati, con Il Segno del Comando, L’Impero delle Ombre e i più recenti Mater A Clivis Imperat. Capeggiata da Samael von Martin (Evol\Death Dies), questa misteriosa orchestra ha tirato fuori una delle cose più belle del 2022, quel “Atrox Locus” (Black Widow Records) che ha attirato da subito le attenzioni degli amanti di certe sonorità…

Benvenuto Samael, i Mater A Clivis Imperat, pur essendo nati non molti anni fa, hanno alle spalle una storia iniziata molto prima, quasi che una forza misteriosa, attraverso vari progetti, ti abbia poi portato a comporre “Atrox Locus”. Ti va di ripercorre le tappe principali di questa epopea?
I Mater a Clivis Imperat si formano grazie alla mia passione per la musica progressive italiana anni 70 di band quali Goblin, Jacula, Biglietto per L’Inferno e dei compositori Ennio Morricone e Fabio Frizzi. I Mater a Clivis Imperat sentono anche una forte influenza dei loro conterranei veneti Devil Doll, dei quali sono grandi estimatori. Il concetto dell’opera è stata abbozzata più di 10 anni fa, nel lontano 2008, ma poi accantonata a causa degli impegni con le band che tra incisioni e concerti, mi hanno lasciato poco tempo per la lavorazione conclusiva. Proprio mentre sostituivo temporaneamente il chitarrista dei Deusdiva, una hard rock band padovana, nel 2011, vengo a contatto con la cantante Isabella che decide di prestare la voce per portare a termine il progetto, che si intitolerà “Atrox Locus”. In origine ispirata a temi dell’orrore ma nel corso degli anni, sviluppata in maniera esoterica. Nel periodo di marzo – aprile 2020 ho lavorato a capofitto per terminare le composizioni e per farlo mi sono avvalso, oltre che della voce di Isabella, anche della Soprano Elisa Di Marte, dell’organista Milanese Alessio Saglia e di una sua collega Natalia Brankovic al pianoforte, con la quale lavora in ambiente sanitario. Dopo l’estate 2020, con tutto il materiale musicale mi recato agli Giane Studio di Padova per registrare la voce principale, i canti gregoriani e per mixare. Le musiche assumono un connotato sempre più occulto, nonostante le composizioni non siano per forza sempre oscure, rivelando un qualcosa di macabro, costantemente. Le influenze musicali oltre a provenire dall’ambito italiano, sono frutto della passione per la musica dei Black Sabbath, dei Coven, dei Black Widow e molti altri. Le liriche trattano di antichi racconti popolari detti anche “Racconti del filò” e narrano di leggende e superstizioni ancorate nelle magiche terre dei colli Euganei il tutto visto attraverso gli occhi della band.

Ti andrebbe di presentare, in maniera più approfondita, la formazione che ha inciso il disco?
Il disco è stato da me composto, pensato e mi sono occupato delle parti di chitarra, basso alcune tastiere e vari effetti, Hanno collaborato alla sua realizzazione Tomas Contarato, Isabella, Natalija Brankovic e Alessio Saglia. Tomas è un batterista preparato versatile nei vari generi musicali. Isabella, oltre ad essere una cantante strepitosa, ha una sensualità nel parlato che fa venire i brividi. E’ stata la cantante dei Deusdiva e dei Kolossal. Natalija Brankovic si è occupata del pianoforte ed è un personaggio particolarmente oscuro e stravagante. Alessio un ottimo tastierista, attualmente suona con Maurizio Vandelli. Come special guest si è occupata del cantato lirico Elisa Di Marte, noto soprano delle mia terre e molto dotata.

E’ pure vero che tu sei la mente principale, ma quale contributo hanno dato i diversi membri alla composizione dell’opera?
Inutile dire che anche involontariamente, ognuno dei membri ha contribuito alla realizzazione del lavoro mettendoci del proprio. In “Atrox Locus” ho richiesto le esecuzioni o scritto le partiture in maniera dettagliata ma nel prossimo lavoro ho lasciato loro un maggior campo di espressione tanto da aver fatto crescere ed arricchire l’opera che vedrà la luce il 31 ottobre 2023. Il lavoro di Alessio è notevole come lo sarà per il nuovo chitarrista piemontese che ha collaborato al disco. Tutto è al proprio posto e il nuovo lavoro vedrà la presenza di ospiti famosi nel campo del progressive italiano.

Possiamo considerare “Atrox Locus” un canonico concept album oppure si tratta di brani a se stanti ma legati da un filo comune?
“Atrox Locus” è entrambe le cose: ovvero un concept album ma non in modo convenzionale. Quindi, come dici tu, si parla di brani a se stanti ma legati da un filo conduttore. Le liriche narrano delle leggende popolari dei colli Euganei viste attraverso gli occhi di tre streghe (allegorie della natura) mentre di collina in collina viaggiano attraverso ville storiche in rovina fino ad approdare al monastero del monte Venda per adorare l’oscura Madre che domina dalle colline, il tutto tra leggende e folklore padovano. Per quest’opera mi sono ispirato si alle fole esoteriche delle mie campagne ma anche ai racconti del filò che si svolgevano nelle stalle fino ai primi anni 80, periodo nel quale mi trasferii dalla città alla periferia.

Musicalmente avevi già un’idea del disco? Sapevi che avrebbe giocato con le influenze di Jacula, Requiem, Goblin e dei maestri della tradizione cinematografica italiana?
Musicalmente come ho detto prima, il progetto nasce nel 2008 e naturalmente le influenze sono sempre le stesse che mi accompagnano dai tempi degli Evol… Diciamo che con questi ultimi masticavo pane, Celtic Frost e Goblin, mentre per quanto riguarda i Mater a Clivis Imperat ho dato sfogo alla mia passione musicale che tanto amo ovvero il progressivo italiano horror anni 70. Sono cresciuto con colonne sonore come “Profondo rosso”, “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Quattro mosche di velluto grigio” dal quale ho assimilato lo stile di batteria oltre ad ispirarmi al lavoro di Agostino Marangolo, “L’aldilà” di Fabio Frizzi”, di non poca importanza “Lucifer’s rising” di Bobby Beausoleil, senza tralasciare tutta l’opera di Antonio Bartoccetti. Il mio lavoro è abbastanza contaminato dalle influenze degli artisti appena nominati anche se in verità ho creato un sound piuttosto personale che verrà sviluppato maggiormente nel prossimo lavoro. Per quanto riguarda i registi che hanno ispirato almeno in parte “Atrox Locus” posso citare senza ombra di dubbio Dario Argento, Lucio Fulci, Alberto De Martino, Sergio Martino e molti altri…

I Mater A Clivis Imperat appaino molto distanti da quanto fatto da te con alcune tue band procedenti (Evol e Death Dies), ma secondo te c’è qualcosa che accomuna questa creatura alle altre ben più estreme?
No non direi… Qualcuno ancora accomuna i Mater con gli Evol ma nulla di più sbagliato. Se l’opera l’avessi stampata con un altro nome invece che Samael Von Martin, nessuno avrebbe accostato le due band. I Mater a Clivis Imperat sono totalmente distanti dal mondo metal o black metal, non c’entrano in nessun modo. Se devo trovare per forza una similitudine che non sia nel prog italiano, li vedrei più simili ai Nox Arcana, nonostante la differenza di stile o di strumenti musicali. Non so se mi spiego. Se invece intendi la passione per l’occulto, l’esoterismo nonché le tradizioni popolari e folcloristiche posso dire che, essendo un mio interesse costante, tutti i miei progetti sono accomunati da questo. Ma musicalmente non ci troverai nessuna somiglianza, ho stravolto il mio stile musicale e abbandonato certi gusti per l’estremo nel realizzare “Atrox Locus”.

Credo che un approfondimento lo meriti anche la stupenda copertina…
Avevo bisogno di dare un vestito al progetto. Non ho voluto puerili inneggi a varie divinità o espliciti riguardi nei confronti di chissà chi, ho solo sempre avuto stima per i lavori di Enzo Sciotti con il quale sono cresciuto (da amante dei film in generale, horror o meno…) fin da piccolo e mi sono chiesto: chissà se risponderà alle mie mail o se sarà interessato alla cosa… Per me è uno dei migliori illustratori di sempre, tanto che all’inizio lo ricordo anche come l’esecutore di alcune copertine magnifiche dei fumetti horror erotici anni 70. L’opera che Enzo ha creato per noi si discosta dal solito pandemonio di immagini, “Atrox Locus” sembra la locandina di una colonna sonora di un film mai realizzato. Ed è quello che è, come opera nella sua interezza. Enzo ha ascoltato attentamente le mie spiegazioni e con il suo magico colpo di Maestro, ha riassunto tutte le mie visioni in maniera semplice ed esaustiva. Mi è dispiaciuto moltissimo per la sua dipartita, era una cara persona abile e umile come pochi. Ricordo ancora un sacco le lunghe conversazioni sul mondo del cinema e sulla musica attuale. Il suo strumento preferito era il violino così ho scelto di rappresentarlo assieme all’ idea del Maestro come metafora e per quanto riguarda le tre streghe, come accennato prima, sono allegorie delle terre venete.

Porterete dal vivo il disco?
Ho già avuto richieste per la cosa ma per ora non ci penso minimamente. Sto lavorando al seguito di “Atrox Locus” e pure ad una piccola operetta che verrà inclusa nella versione limitata, ho appena realizzato il video clip del singolo, edito per Black Window Records, “Chori Tragici”, Quindi il tempo non è abbastanza per fare questo passo. Non nego che in futuro qualcosa possa accadere, ma per il momento preferisco concentrarmi sul lavoro in studio.

In chiusura, come dobbiamo considerare i Mater A Clivis Imperat un progetto estemporanea oppure una vera e propria band che pubblicherà album con una certa costanza?
I Mater A Clivsi Imperat sono un’orchestra a tutti gli effetti, e mi darò da fare per realizzare e mettere in musica le visioni che mi ossessionano quanto possibile. Oltre ad “Atrox Locus” esiste un sette pollici picture inedito ed estremamente limitato, oltre al nuovo lavoro che è già praticamente pronto e vedrà la collaborazione di Elisa Montaldo, Flavio “Nequam” Porrati, Domenico Lotito, Simon Ferètro oltre che alla formazione citata in precedenza. Il lavoro sarà molto più personale, anche se influenzato dai maestri di cui ho parlato. La copertina verrà affidata ad un altro famoso illustratore italiano. Detto questo, vi ringrazio, per acquistare il disco scrivete a blackwidow@blackwidow.it.

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