Crescent – Slaves to the power of death

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Se state cercando qualcosa di esotico ed estremo, forse i Crescent sono la band che fa per voi. I Crescent sono la prima band death metal egiziana con testi ispirati alla storia egizia e strumenti tradizionali. Il loro nuovo grande album, “Carving the Fires of Akhet”, è uscito da poco per la Listenable Records.

Benvenuto Youssef! Il vostro album precedente ha dato alla vostra band visibilità internazionale, quanto è stato difficile per voi registrare un grande successore per “The Order of Amenti“?
Niente di particolarmente difficile, semplicemente abbiamo iniziato a registrare quando il mondo è stato colpito dalla pandemia e questo non ci ha solamente ritardato, ma ci ha anche ostacolato durante gli spostamenti soprattutto verso lo studio, soprattutto per andare a registrare le parti vocali.

“Carving the Fires of Akhet” è un concept album?
Sì e no. C’è un concept generale che gira attorno alla figura della divinità (Akhet) e lega con un filo i molteplici aspetti che vengono trattati nell’album. Vi consiglio di leggere e assimilare i testi, non vogliamo rovinare l’esperienza a coloro che ci tengono abbastanza da farlo.

Invece, dell’artwork realizzato da KhaosDiktator che mi dici?
Si basa su una reliquia che ha più di 5000 anni ed è la Narmer Palette. Abbiamo deciso di dargli vita, prendendoci delle libertà, ben consci della sua importanza, per adattarla alla contenuta nei tesi.

La pausa tra le vostre ultime due uscite ha segnato la separazione con il vostro storico bassista Moanis Salem e del co-fondatore Amr Mokhtar per motivi personali. Come hanno influito queste due defezioni sul vostro sound?
Non è andata proprio così, Amr ha inciso le linee i batteria prima di lasciare la band e Julian ha giusto impreziosito il tutto aggiungendo le sue idee e il suo tocco. Il nostro compositore principale, Ismaeel, è ancora nella band, quindi nessun cambiamento sostanziale.

Potresti presentare i nuovi membri Stefan Dietz (basso) e Julian Dietrich (batteria)?
Stefan è un nostro buon amico, con il quale condividiamo più o meno gli stessi gusti musicali. Ha 25 anni di esperienza come musicista ed è il chitarrista di Nocte Obducta, Slidhr e Horresque. Inoltre, è stato un live sessionist per Melechesh e attualmente Schammasch. Julian è il nostro membro più giovane e diciamo solo che è un batterista prodigio e il suo lavoro sull’album certifica le sue abilità.


Come si sono ambientati questi due musicisti tedeschi in una band con radici e influenze egiziane?
In fin dei conti, si tratta di una band blackened death metal, quindi abbiamo parlato principalmente la stessa lingua.

Cosa ne pensi delle band non egiziane con un suono influenzato dall’Egitto come i Nile?
Ammetto che non ci pensiamo molto. Ognuno può fare quello che vuole. Per quanto ci riguarda, rispettiamo queste band e i loro successi, ma se dobbiamo fare riferimento a qualcosa di ispirazione egiziana, allora sono gli Iron Maiden di “Powerslave”.

Qual è lo stato di salute della scena metal egiziana oggi, soprattutto dopo la pandemia?
Ce la siamo vista brutta per un po’; sono passati anni senza un vero concerto metal. La scena non sta crescendo, se si esclude il semplice ottenere nuovi follower più giovani ogni giorno. Non possiamo davvero definirla una scena in primo luogo a causa della mancanza di così tanti aspetti che praticamente non esistono nemmeno, ad esempio non c’è quasi nessuna copertura mediatica, nessuna etichetta discografica o riviste. I giovani metallari supportaano a malapena le band locali.

Ci consiglieresti delle band egiziane che ti piacciono davvero?
Osiride e Ahl Sina.

If you are looking for something exotic and extreme, maybe Crescent is the band for you. Crescent is Egypt first death metal band with authentic Egyptian historical lyrical theme and instruments. Their new great album, “Carving the Fires of Akhet”, is out now for Listenable Records.

Welcome Youssef! Your previous album gave to your band international visibility, how difficult was for you to record a great successor to “The Order of Amenti“?
Nothing particularly difficult, simply that we started recording when the world was hit by the pandemic and it didn’t simply delay us, only hindered us at some times with our movement especially to go to the studio to record the vocal parts.

Is “Carving the Fires of Akhet” a concept album?
Yes and no. There’s an overarching concept that deals with the prevailing divinity (Akhet) given the thread of multiple aspects that are dealt with in the album. Reading and digesting the lyrics is recommended, we do not want to spoil that for those who care enough to do it.

What’s about the artwork was done by KhaosDiktator?
It is based on a relic that is over 5000 years old and that is the Narmer Palette. We decided to bring it to life, while taking some liberties, knowing its importance to us, history and how it serves the lyrical themes.

The pause between your last two releases marked the departure of longtime bassist Moanis Salem and co-founder Amr Mokhtar due to personal reasons. How did change your music these two splits?
It didn’t, Amr actually composed the drums before he left the band and Julian implemented his ideas while adding his touch. Our main composer, Ismaeel, is still in the band so no change here.

Could you introduce your new members Stefan Dietz (bass guitar) andJulian Dietrich (drums)?
Stefan is a good friend of ours, with whom we share pretty much the same taste in music. He has 25 years of experience as a musician and is the guitarist of Nocte Obducta, Slidhr and Horresque. Additionally, he was a live sessionist for Melechesh and currently Schammasch. Julian is our youngest member and let’s just say he’s a drumming prodigy and his work on the album attests to his skills.

How did these two German musicians settle into a band with Egyptian roots and influences?
At the end of the day it is a Blackened Death Metal band, so we spoke mainly the same language.

What do you think about no-Egyptian bands with an Egyptian influenced sound like Nile?
We have to say that we do not think much about them. Everyone can do whatever they want. As far as we are concerned, we respect these bands and their achievements but if we have to refer to something Egypt-inspired then it’s Iron Maiden’s “Powerslave”.

What is the state of health of the Egyptian metal scene today, especially after the pandemic?
It has been quite bad for a while; it has been years now without a real metal show. The scene is hardly growing beyond simply getting new younger followers every day. We can’t really call it a scene in the first place due to the lack of so many aspects that basically don’t even exist, for example there is barely any media coverage, no record labels or magazines. Young Metalheads who would also barely support local bands.

Would you recommend some Egyptian bands you really enjoy?
Osiris and Ahl Sina.

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