Mad Dogs – Long live rock ‘n’ dogs!

Stasera su Overthewall i Mad Dogs, con noi Marco, leader e portavoce della band. Benvenuto!

I Mad Dogs si formano nel 2009 e solo nel 2016 riescono a trovare la giusta dimensione musicale. Ci racconti il vostro percorso artistico?
Sì, anagraficamente è così, nel corso degli anni il gruppo ha avuto diversi cambi e scossoni, ma nel 2016 c’è stata una vera e propria rinascita che se vogliamo possiamo considerare una partenza vera e propria, abbiamo trovato la giusta formazione, il giusto feeling tra i componenti e la giusta motivazione non solo per fare musica ma anche per essere gruppo. Siamo contenti di quello che abbiamo costruito e siamo molto fiduciosi e motivati per quello che faremo di nuovo.

Voi proponete un hard rock molto energico e coinvolgente. Come nascono i vostri brani ?
Ad oggi le canzoni che abbiamo scritto sono orientate sul garage rock, high energy rock’n’roll  e 70s rock, tuttavia non vorremmo porci limiti, la musica è empatia ed il percorso artistico e della band deve essere sempre in continua evoluzione. Solitamente c’è una struttura che un componente della band ha scritto poi in sala prove si lavora per arrangiare la canzone, colorandola insieme

Parliamo dell’album, il terzo della band, che pubblicherete ad ottobre, quando e come è nato?
Abbiamo deciso di scrivere “We Are Ready To Testify” già mentre eravamo in tour con il vecchio “Ass Shakin’ Dirty Rollers”, dentro ci abbiamo messo tutto quello che abbiamo vissuto insieme e come individui, essere se stessi, essere “veri”,  è una condizione indispensabile nella musica come nella vita.

Il disco era già pronto prima della quarantena o il lockdown in questo senso è stato proficuo per il perfezionamento dell’album?
Il disco è stato registrato tra Giugno e Settembre 2019, abbiamo sfruttato il periodo di lockdown per fare diverse prove di mix, master e sound, insieme al nostro fonico Daniel Grego.  E’ stato un po’ strano lavorare a distanza ma comunque proficuo, non ci siamo abbattuti, abbiamo avuto la fortuna di avere un obiettivo molto stimolante da raggiungere e Daniel è stato molto paziente. Questo il facebook di Daniel, Mal De Testa Recording Studio: https://www.facebook.com/maldetestarecordingstudio

We Are Ready To Testify, il titolo prescelto, ha un significato alquanto misterioso: cosa siete pronti a testimoniare?
Abbiamo descritto “We Are Ready To Testify”  come la testimonianza rock’n’roll che lottare per ciò in cui si crede ed inseguire i propri sogni, è la rotta maestra per essere davvero liberi.

La copertinta ricorda molto i vecchi manifesti politici, ancora una volta la scelta mi ha incuriosita, mi spiegheresti il significato dell’opera?
In realtà il pungo è per rivendicare il punto sopra, non c’era intenzione di  fare un manifesto politico. Quando abbiamo affrontato il discorso copertina ci piaceva trovare qualcosa che trasmette impatto e grinta, abbiamo scelto di portare avanti il progetto grafico insieme a Bangalore Studios, un grafico spagnolo con cui già eravamo in contatto e di cui apprezzavamo davvero tanto il  tratto, ci siamo confrontati gli abbiamo dato dei riferimenti ed il disco da ascoltare, lui si è lasciato trasportare ed ha tirato questa copertina di cui andiamo molto fieri. Questo l’instagram di Bangalore Studios: https://www.instagram.com/bangalore_studios/

Questo nuovo disco ha rafforzato la vostra unione con la Go Down, la vostra etichetta: quali sono le basi su cui si regge questa lunga collaborazione?
Le basi sui si poggia sono la passione comune, il rispetto ed ormai l’amicizia. Go Down Records è stata, ed è, un’etichetta pioniere del rock in Italia, nel roster tante validissime band, con le quali siamo regolarmente in contatto e che sfornano bellissimi dischi, dal garage al doom passando per tutte le sfumature del rock’n’roll. Il concetto di condivisione è la base del progetto, oggi più che mai ci sentiamo parte integrante di questa famiglia.

Per una band come la vostra sono più importanti gli streaming o i chilometri percorsi?
Decisamente i chilometri percorsi:  i concerti, la possibilità di essere a contatto con le persone, conoscerne di nuove, raccontare  e vivere le emozioni  è la parte più romantica ma anche più bella. Chiaramente poi nella società in cui viviamo l’informazione viaggia ad una velocità pazzesca essere ed presenti via web è diventato comunque uno strumento imprescindibile per essere ancorati alla realtà e “fare chilometri”

Ci sono novità nell’immediato futuro della band?
Abbiamo appena pubblicato il nuovo video “Not Waiting” il terzo singolo da “We Are Ready To Testify”,  in anteprima per The Sleeping Shaman. Compatibilmente al pesantissimo problema del Covid inizieremo al promozione del disco live, inoltre è in arrivo, spero per il 2021, la compilation “A fistful of rock & roll vol.6”, in questa serie di raccolte, sulle migliori proposte high energy rock’n’roll a livello mondiale, curata da Sal Canzonieri degli “Electric Frankenstein” c’è un nostro brano, “I can Move” tratto dal vecchio disco “Ass Shakin’ Dirty Rollers”. A stretto giro sarà rinnovato il nostro bandcamp, da lì se vorrete, potrete trovare tutto il nuovo merch. Per il 2021 ci sono già nuove idee, le stiamo facendo fermentare, sarà un’ottima annata….

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi?
Ecco i nostri contatti:
www.facebook.com/maddogsrnr/
maddogsrnr.bandcamp.com/
www.instagram.com/maddogs.band/
https://www.youtube.com/Maddogsband

Grazie di essere stato con noi!
Grazie a voi!

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 7 settembre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

Bleeding Eyes – Ai piedi del Golgota

Nicola Anselmi ci introduce nel nuovo album dei Bleeding Eyes, un mondo dalle tinte grigie e poco allettante. “Golgotha” (Go Down Records) è un’opera che si presta in modo perfetto a ricoprire il ruolo di colonna sonora di questi strani giorni post prima ondata Covid.

Benvenuto Nicola, partirei subito con un ammissione: non credevo che l’italiano con certe sonorità potesse sposarsi al meglio, invece voi in questi anni avete dimostrato che mi sbagliavo. Come siete arrivati alla consapevolezza che lo nostra lingua fosse credibile in questo contesto? Frutto di esperimenti andati bene o scelta consapevole sin dall’inizio?
Ciao, subito un grazie per lo spazio concesso. La scelta dell’italiano ci è subito venuta naturale ed è per noi eticamente corretta. Ci offre la possibilità di esprimerci al meglio e musicalmente si amalgama molto bene con il nostro sound. Ci piace molto anche l’inglese in realtà, infatti cerchiamo a seconda del brano di alternare una lingua o l’altra. Alla fine l’urgenza comunicativa non ha linguaggi prestabiliti.

Pian piano avete alternato inglese e italiano nei vostri dischi, nel nuovo “Golgotha” utilizzate quasi esclusivamente il nostro idioma, come mai?
In “Golgotha” utilizziamo la nostra lingua madre maggiormente, ma in due pezzi, sempre per una questione legata al brano e alla sua composizione, Simone Tesser (voce) canta in inglese.

Questa scelta potrebbe penalizzarvi all’estero?
Non crediamo, siamo convinti che la nostra scelta “espressiva” non ci creerà problemi con l’estero anzi, è una caratteristica che potrebbe destare curiosità in molte persone.

Quanto è importante oggi la parola nella vostra musica?
Molto, i testi e la musica sono un tutt’uno e hanno la stessa importanza.

Il Golgota  è uno dei simboli più forti della cristianità: a cosa si deve la scelta di questo titolo e qual è il vostro rapporto con la religione?
È il simbolo del calvario che molte persone affrontano ogni giorno in una società neoliberista dominata dall’unica vera religione, il dio denaro.

Facendo i necessari distinguo cronologici e stilistici, il vostro album, in alcuni passaggi, mi ha ricordato due lavori del passato: “La Bibbia” de Il Rovescio della Medaglia e “666” degli Aphrodite’s Child. Vorrei sapere se in qualche modo questi dischi, così lontani dal vostro sound, vi hanno in qualche modo, conscio o inconscio, influenzato e quali sono le reali muse ispiratrici di “Golgotha”.
Grazie per il complimento, apprezziamo molto queste band. In realtà siamo in cinque e ascoltiamo moltissima musica differente. Dai Sabbath ai Neurosis tutto ciò che è pesante ci piace assai.

Avete estratto un singolo dal disco, “Confesso”, come mai avete scelto questo brano e credete che una singola canzone possa rappresentare questi disco che, di per sé, è una sorta di blocco unico?
Abbiamo scelto “Confesso” perché forse racchiude tutte le nostre sfumature compositive. Dalla psichedelia lieve che sfocia in un crescendo di rabbia e pesantezza.

Dal punto di vista visivo avete collaborato ancora con il fotografo Lorenzo Ferraro, utilizzando alcuni sui scatti relativi ai giorni della Tempesta Vaia. Come siete entrati in contatto con lui?
Con Lorenzo siamo amici da molto tempo, è un artista incredibile e gli siamo molto grati per lo scatto che ci ha donato. L’immagine catturata da Lorenzo subito dopo il passaggio della devastante tempesta Vaia ben si lega con il mood del disco e del nostro modo di concepire la musica
In ogni caso vi consigliamo di guardare i fantastici lavori di Lorenzo Ferraro
http://www.lorenzoferrarofotografo.it/

In qualche modo l’evento nefasto protagonista delle foto si ricollega alle tematiche trattate nel disco?
Assolutamente, il calvario e la devastazione etica e sociale contemporanea per noi è ben rappresentata dalla fotografia di Lorenzo.