Efyd – Ombre di rabbia

Gli Efyd, con l’ausilio dell’etichett ucraina Metal Scrap Records, arrivano al disco d’esordio. “Like Shadows” contiene dieci trace di old school death metal, che richiama alla mente lo stile ruvido dei fondatori del genere e alcune sonorità delle band thrash più pesanti di fine anni 80.

Ciao Franco (chitarrsita e cantante), è da poco uscito il vostro album di debutto “Like Shadows”, vi andrebbe di riepilogare velocemente tutte le tappe che ne hanno preceduto l’uscita?
Sì, salve. Come potrai immaginare, la questione Covid, ha inciso e non poco sullo sviluppo di “Like Shadows”, facendo carambolare le song lungo un intero biennio e più. Appena affinate, siamo entrati negli ADSR Decibel Studio di Carlo Meroni a Busto Arsizio, nel febbraio/marzo 2021. Poi con l’ingresso dell’etichetta, abbiamo concordato l’uscita nel dicembre. Sicuramente un parto pesante.

Come siete entrati in contatto con la vostra etichetta, la Metal Scrap Records?
Semplicemente vagliando alcune ipotesi d’interesse comune di genere, ci è parso sensato interpellare la Metal Scrap che ha risposto positivamente al nostro materiale.

Al momento della firma del contratto il disco era pronto o l’avete terminato successivamente? Il digitale era completamente prodotto.

Come sono nati i singoli brani finiti dentro “Like Shadows”?
Solitamente io porto un’ idea di input base che poi viene elaborata e finita in sala da ogni membro, in modo da avere libero accesso alla comprensione alla personalizzazione e la direzione da ottenere per ogni brano… assolutamente old school. Poi, ovvio il tempo è il vero arrangiatore, così che anche a distanza di qualche settimana i brani possano maturare in ognuno di noi.

Avete dei pezzi che avete deciso di non utilizzare per questa uscita e che magari recupererete in futuro?
No, ma per la verità io ho una quindicina di pezzi da masticare e affinare, sicuramente appena finito il tour europeo.

Avete scelto come forma espressiva un death metal old school, anzi direi primordiale che si rifà ai capostipiti del genere e, forse, anche a qualche band thrash metal che ha anticipato il death. Come mai avete scelto di abbracciare proprio questo genere?
Sostanzialmente, perché è un approccio sonoro che ha scandito per decenni le nostre esistenze e personalmente rappresenta il mio essere, per cui è assolutamente naturale, che il death/thrash metal abbia scelto me e noi. Come un pisello nel suo baccello!… Ah ah ah ah!

Secondo te, invece, è possibile parlare di un “via italiana” al death metal? E se sì, quali caratteristiche ha?
Secondo me no. Semplicemente per un esplicito istinto di sopravvivenza. Oggi il genere è molto; troppo uniformato per effetto del “o vado easy o non sopravvivo, o mi allineo o non esisto, o uso suoni tollerabili e gestibili o tutti passeranno oltre”. E questo effetto è esteso anche e soprattutto all’Italia, generando miriadi di cloni, anche se non voluti e prodotti tutti bellini, ma maledettamente impersonali. Non abbiamo la pretesa di fare la mosca bianca, ma noi cerchiamo di dare del nostro in ogni caso.

Probabilmente a giorni qualcosina inizierà a muoversi dal punto di vista dei live qui in Italia, anche se non è dato sapere in che modo: voi vi state preparando oppure preferite aspettare quando ci sarà più chiarezza per pianificare le vostre esibizioni dal vivo?
Al momento non abbiamo alcuna data italiana. Da noi la chiarezza è morta prima dell’antica Roma.

I vostri prossimi passi?
Ora assolutamente è portare il nostro credo, a più persone possibili in Europa, ma più che per noi, per l’ heavy metal e l’underground quello vero. Troppa gente si riempie la bocca di stronzate senza ricordare che l’HM, l’underground, è prima di tutto passione, incazzosità e volume.

Druknroll – Druknrolling metal

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

I Drunkroll, dopo aver pubblicato nel 2020 l’album “Freakingface” (Metal Scrap Records) stanno sfruttando il lockdown per produrre il nuovo materiale che finirà sul prossimo album. Abbiamo contattato i russi per fare il punto della situazione.

Benvenuti ragazzi, quando avete formato originariamente la band e questa è la formazione originale?
Druknroll: La band è nata nel 2006 con Horror alla voce, Jester alla batteria e io che suonavo tutto il resto. Nel 2013, Jester ci ha lasciato per portare avanti altri progetti ma rimanendo nostro amico. Dopo il 2017 abbiamo preso a bordo il chitarrista Denis e il polistrumentista Oleg. Questa è la nostra formazione più recente ed è questa che registrato lil nostro album

Quali obiettivi sperate di raggiungere con i Drunkroll?
Oleg: Attualmente, il nostro obbiettivo è fare musica quanto più interessante e straordinaria possibile. Può sembrare arrogante, ma vogliamo arrivare a un livello superiore. Ben più interessante!
Denys: Il nostro obiettivo principale è rendere il nostro seguito molto più grande! Vogliamo attirare quanti più fan possibili e far conoscere loro la nostra musica.
Druknroll: Banging, thrashing, kicking, punching and druknrolling metal music! Preferiamo il come ai modi!

Vi state stai esibendo attualmente o siete fermi a causa della pandemia?
Oleg: Stiamo ragionando sul nuovo materiale. Molte band lo stanno facendo ora. Penso che questa sia una buona via d’uscita in questo momento di crisi.
Druknroll: La pandemia non ci ha spaventato affatto. Ci stiamo facendo il culo come è sempre!

Quanto è importante l’attività live per una band underground come la vostra?
Denys: Penso che non sia un segreto che ogni musicista vorrebbe concentrarsi al 100% sulla musica e farne un lavoro. Se sei una band underground significa, allora, che hai una vita normale con la sua routine. L’attività dal vivo e le esibizioni sono estremamente importanti ma a volte non ha la forza per mettercela tutta.
Oleg: Penso che non sia così importante. I Darkthrone non si sono mai esibite e sono delle leggende.
Druknroll: Penso che i concerti siano molto importanti per ogni band. Ma dal momento che non ne abbiamo mai fatto uno, non posso dirtelo con certezza.

Il vostro ultimo album è “Freakingface” (2020), siete ancora soddisfatti?
Denys: Sì, perché guardando indietro, possiamo dire con certezza che eravamo al massimo del nostro potenziale in quel momento. Come possiamo non essere soddisfatti di noi stessi? Non è megalomania, per questo stiamo ancora esplorando i nostri limiti.
Oleg: Penso che sia molto buono. Penso che troverà un posto nelle collezioni dei metallari
Druknroll: Certo che lo siamo! Abbiamo fatto del nostro meglio durante la registrazione dell’album. Quindi, sì, siamo pienamente soddisfatti di ciò che ne è venuto fuori.

State già lavorando alle nuove canzoni?
Denys: Certo, lo siamo e speriamo che vi piacerà!
Oleg: Abbiamo quasi finito il nuovo album. Vi farà esplodere la testa.
Druknroll: Sì, il nostro lavoro non si è mai fermato. Tutte le nuove canzoni verranno registrate entro la fine dell’anno. Poi pubblichiamo un EP all’inizio del prossimo anno, come ho detto, e poi arriverà un full lenght. Rimanete sintonizzati.

Ascolteremo un nuovo album in linea con “Freakingface” o il vostro sound è cambiato in questi mesi?
Denys: Avevo un’ossessione per i giri armonici, quindi ci saranno un sacco di cose da sballo.
Druknroll: Vorremmo modificare un po’ il suono, ci stiamo pensando parecchio in questi giorni. Ma l’idea di base un potente attacco metallico rimarrà invariata.

Il nuovo disco uscirà su Metal Scrap Records?
Druknroll: Sì! Amiamo la nostra etichetta e siamo convinti che continueremo a lavorare con lei ancora per molto.

Drunkroll, after releasing the album “Freakingface” in 2020 are taking advantage of the lockdown to produce the new material for the next album. We contacted the Russians to take stock of the situation.

Welcome, when did you originally form and is this the original line-up?
Druknroll: The band came to exist in 2006 with Horror on vocals, Jester on drums and me playing everything else. In 2013, Jester left us to pursue other projects but remaining our friend. After 2017 we got guitarist Denis and multi-instrumentalist Oleg on board. This is our most recent line-up and this is who record our music.

What new goals do you hope to achieve with Drunkroll?
Oleg: Currently, our task is to make as interesting and extraordinary music that we can. It may sound arrogant, but we want to take it to the next level. Be more interesting!
Denys: Our main goal is to make our musical community much bigger! We want to attract as many fans as possible and introduce them to our music.
Druknroll: Banging, thrashing, kicking, punching and druknrolling metal music! We prefer the process to the results.

Are you currently performing or are you stopped due to the pandemic?
Oleg: We are thinking about a stream where we can present new material. Many bands are doing this now. I think this is a good way out at this time.
Druknroll: Pandemic didn’t scare us at all. We are working our asses off as it always was and is.

How important is live activity for an underground band like you?
Denys: I think it’s not a secret that every musician wants to be 100% focused on a music as a lifework. If you’re an underground band or a musician it means that you have regular life with routine. Live activity and performances are extremely important but sometimes you don’t feel the strenght to pust it hard enough.
Oleg: I think it’s not that important. Darkthrone never performed and they remain legends.
Druknroll: I think gigs are very important for every band. But since we never played one I can’t tell you for sure.

Your last album is “Freakingface” (2020), are you still satisfied?
Denys: Yes, ‘cause looking back there were the best versions of us at this moment. How can you be unsatisfied with yourself? I mean it’s not a megalomania and we are still exploring our limits of possibilities.
Oleg: I think it will turn out to be very good. I think it will take a place in the collections of metalheads.
Druknroll: Of course we are! We tried our best and put the best of us in while recording the album. So, yeah, we are fully satisfied with what it appeared to be.

Are you already working on the new songs?
Denys: Sure, we are and we’re hope you’ll gonna like it!
Oleg: We have almost finished the new album. he should blow your head off.
Druknroll: Yes, this work never stopped actually. All the new songs are to be recorded till the end of the year. Then we release an EP early next year, as I said, and then a full-length comes. Stay tuned.

Will we listen to a new album in line with “Freakingface” or has your sound changed in these months?
Denys: I had an obsession with harmonic squeals so there will be a lot of whammy bar stuff.
Druknroll: We wanted to alter the sound a bit, we are thinking about it right now. But the idea of powerful metal-attack will remain unchanged.

Will the new record be released on Metal Scrap Records?
Druknroll: Yeah! We love our label and are willing to work with it again and further.

That’s all, thanks!
Druknroll: Cheers! And don’t forget to grab our new music next year!

Omega Diatribe – Sounds from the mirror neuron

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

La scorsa settimana abbiamo parlato con Akos e Hajer degli Omega Tribe del loro ultimo album “Metanoia” (Metal Scrap Records) e del futuro della band ungherese.

Ciao ragazzi, come va in questi strani giorni di emergenza pandemica?
Akos: Ciao! Fortunatamente stiamo bene, grazie per la tua domanda. Abbiamo tutti avuto un po’ di raffreddore, raffreddore, ma non eravamo positivi al covid. Abbiamo quasi finito con il nostro tour autunnale – Liberating Madness. Quindi siamo davvero felici di poter suonare di nuovo dal vivo in tutta Europa. Siamo stati fortunati, in quanto ho visto al telegiornale che le nazioni stanno chiudendo di nuovo.

Vi siete sei esibiti dal vivo dopo l’uscita di “Metanoia”?
Hajer: Oh sì, abbiamo suonato il più possibile. Dopo la data di uscita ufficiale di “Metanoia” dovevamo stare in tournée per 18 spettacoli, ma ne abbiamo fatti solo 11 perché dobbiamo rimandare 7 spettacoli a causa della situazione pandemia. Dovevamo riprogrammare alcuni dei nostri spettacoli in Belgio, Svizzera e Germania, cosa che fortunatamente abbiamo fatto quest’anno con il Liberating Madness Tour. Gli spettacoli sono stati un vero spasso e non possiamo essere più felici con la nostra nuova booking agency! Ora vediamo il futuro cosa ci riserva.

A distanza di un anno dall’uscita, come va “Metanoia”?
Hajer: Sembra qausi che l’abbiamo pubblicato quest’anno, ahah… “Metanoia” ha ancora così tante attenzioni sui media, stiamo ancora ricevendo ottime recensioni del disco e facendo molte interviste. “Metanoia” è il nostro disco di maggior successo finora!

Pensate che “Metanoia” sia il vostro miglior album?
Akos: Secondo me sì. Abbiamo apportato alcune modifiche al nostro iter di lavoro e abbiamo anche introdotto nuove influenze nella musica che non avevamo prima. Questo disco racchiude alcune sorprese per il pubblico rispetto alle nostre cose precedenti. Alcuni elementi inaspettati che non avevano mai sentito prima da noi.

Durante il lockdown vi siete invece concentrato sulla scrittura e la registrazione del vostro prossimo album, il successore di “Metanoia” del 2020?
Hajer: Abbiamo alcune nuove canzoni in lavorazione, ma non ci stiamo concentrando sullo scrivere musica come priorità. Questo periodo di pandemia è piuttosto impegnativa per noi, poiché abbiamo realizzato nuovi video musicali, live streaming e ogni genere di cose che mantengono viva la band anche nel mondo online! Oltre agli spettacoli dal vivo, stiamo raggiungendo nuovi fan e territori via Internet, è davvero una cosa fottutamente 2021!
Ma non è improbabile che pubblicheremo un nuovo singolo nel 2022… così per dire (ride).


Vi piacerebbe lavorare di nuovo con Jens Bogren nel prossimo album?
Akos: Non è certo. Amiamo la varietà in questo campo, provare cose nuove, nuove possibilità. Molto dipenderà dal feeling delle nuove canzoni. Sceglieremo colui che meglio si adatta alle nostre idee, da ciò che vogliamo ottenere per il nostro suono.

Il nuovo album uscirà per Metal Scrap Records?
Akos: Siamo davvero contenti della Metal Scrap Records. Ci piace lavorare con loro, quindi forse continueremo la collaborazione. Ma siamo anche aperti a nuove possibilità se la vita vorrà. Ci sentiamo pronti per una major (ride).

Quali obiettivi vorresti raggiungere con il prossimo album?
Akos: Penso che ne abbiamo altri da raggiungere con ancora con “Metanoia”, vorremmo fare più tour con queste canzoni in Europa l’anno prossimo. Quindi non abbiamo ancora fretta per il prossimo disco. Abbiamo in programma di rilasciare una nuova canzone nel 2022 con un video musicale eccezionale. E vedremo cosa c’è dopo.

Quali sono stati i momenti salienti della carriera degli Omega Diatribe finora?
Akos: Devo dire che ogni disco degli Omega Diatribe è stato un momento clou per noi. Ognuno di loro ha aperto nuove possibilità per la band.

Last week had a chat with Akos and Hajer from Omega Tribe about their last album “Metanoia” (Metal Scrap Records) and the future of the hungarian band.

Hi, how are you in these strange days of pandemic emergency?
Akos: Hi there! Fortunately we are fine, thanks for your question. We all have been through some cold, snuffle, but we weren’t positive for covid. We are almost done with our autumn – Liberating Madness Tour. So we are really happy to be able to play live across Europe again. We were lucky since I saw in the news that countries are closing again.

Did you perform live after the release of “Metanoia”?
Hajer: Oh yes, we played as much as we could. After the official release date of “Metanoia” we go on tour with 18 shows, but we only did 11 because we have to postpone 7 shows due to the pandemic situation. We have to reschedule some of our shows in Belgium, Switzerland and Germany what we luckily did this year on Liberating Madness Tour. The shows was a blast and we cannot be more happier with our new booking agency! Looking forward to the future what it holds for us.

After one year from the release, how’s “Metanoia” going?
Hajer: It seems like we released it this year, haha… “Metanoia” still got so much attention on the media, we still receiving awesome reviews of the record and  doing a lot of interview sessions with it. “Metanoia” is our most successful record so far!

Do you think “Metanoia” is your best album?
Akos: In my opinion yes. We made some changes in our workflow and also let new influences into the music we’ve never done before. This record includes some surprises for the audience compared to earlier releases. Some unexpected elements you’ve never heard from us before.

During the pandemic lockdown did you instead focus on writing and recording your next studio album and follow-up to 2020’s offering “Metanoia”?
Hajer: We have some new songs on the process but we’re not focusing on writing music as a priority. This pandemic situation is quite busy for us, because we did new music videos, live streams and all kind of things what keeps the band alive in the online worlds as well! Beside of the live shows we focusing reaches new fans & territories via the internet, it’s really a thing in 2021! But it’s not impossible to release a new single in 2022… just saying (laughing).

Would you like to work again with Jens Bogren on the next album?
Akos: It’s not at all certain. We love variety in this field, trying new things, new possibilities. A lot will depend on the feeling of the new songs. We will choose the one that best fits our ideas, what we want to achieve with the sound.

The new album will be released by Metal Scrap Records?
Akos: We are really happy with Metal Scrap Records. Love to work with them, so possibly we will continue the cooperation. But also we are open to new possibilities if life brings it that way. We feel ready for a major label (laughing). 

What goals would you like to achieve with the next album?
Akos: I think we have some more in Metanoia, we’d like to tour more with these songs in Europe next year. So we are not in a hurry with the next record yet. We plan to release a brand new song in 2022 with a kickass music video. And we will see what’s next.

What have been some of the highlights of your time with Omega Diatribe so far?
Akos: I must say every Omega Diatribe record was a highlight for us. Each of them opened up new possibilities for the band.

Crepuscolo – Cicatrici che raccontano storie

Dalla lontanata Russia è giunto in redazione “You Tomb”, l’ultimo album degli italiani Crepuscolo, pubblicato dalla Metal Scrap Records. Un lungo viaggio che proposto alla nostra attenzione un disco uscito nel 2019, ma ancora degno di attenzioni.

Benvenuto Umberto, “You Tomb” il vostro secondo album è uscito più di un anno e mezzo fa, siete ancora soddisfatti del contenuto di quel disco oppure oggi cambiereste qualcosa?
Innanzi tutto grazie mille per lo spazio che ci date per promuovere la nostra musica! Ti confermo che siamo soddisfattissimi, “YouTomb” è il nostro miglior lavoro, ci abbiamo messo tanta energia, tanto impegno sia fuori che dentro la sala prove. Abbiamo girato il video della title track e il 30 dicembre uscirà un altro video clip “My Scars Tell a Story”, questo a riprova che vogliamo dare ancora spazio al nostro ultimo lavoro.

Parte della promozione del disco, immagino, sia andata in fumo a causa dell’emergenza Covid 19, in termini artistici e, perché no , economici che danno avete subito da questa situazione?
Come tutti, ovviamente, abbiamo risentito in maniera drammatica di questa situazione tremenda. La pandemia ci ha bloccato tutto, ci ha chiusi in casa, impedito di fare le prove, suonare live, vederci… E’ stato un peccato perché appena uscito “YouTomb” siamo partiti in tour in Repubblica Ceca, al ritorno abbiamo suonato in vari club, tutto sembrava andare per il meglio. Poi è successo l’inimmaginabile ed eccoci qua. Però non ci siamo dati per persi, quando si è potuto ci siamo rivisti in sala prove e abbiamo scritto i pezzi per il prossimo anno: a metà gennaio (Covid permettendo) entreremo in studio di registrazione per lavorare sulle linee di batteria.

La canzone che dà il titolo al disco puntava il dito contro chi preferiva stare comodo sul divano piuttosto che andare a vedere un concerto dal vivo. Credete che l’attuale situazione abbia fatto peggiorare questo fenomeno, impigrendo ancor di più il pubblico, o abbia creato una fame di live tale che alla ripresa potrebbe portare la gente a snobbare meno i concerti?
Gran bella domanda! Sinceramente spero che il lockdown abbiamo messo quella fame incontrollabile di musica dal vivo, di fare festa ai concerti, incontrare gli amici, bere insieme, ascoltare musica live. La nostra paura è che, come abbiamo potuto vedere, grazie anche alla tecnologia che oggi permette tutto, molte band hanno dato vita a concerti in streaming, che se da una parte è una cosa eccezionale perché puoi suonare in un locale con il pubblico vero e in più puoi raggiungere gente in ogni dove, dall’altra c’è il rischio che la gente, già pigra per natura, non si schiodi dal divano. Sinceramente è una cosa che temiamo molto. Noi siamo old school, ci piace il calore del pubblico, sudare, suonare, bere insieme a chi ci viene a sentire, è fondamentale scambiarsi pareri, consigli. “YouTomb” è un urlo di rabbia contro tutti quelli che si sono rammolliti, che credono che il computer possa sostituire l’adrenalina del palco, sia dal punto di vista di chi suona ma anche di chi va ai concerti. Purtroppo suonare underground vuol dire scontrarsi contro questa stupida mentalità di va ai concerti solo dei grandi nomi. Degli altri se ne fottono allegramente.

L’album si conclude con una canzone ispirata alla poesia “Memento” di Igino Ugo Tarchetti, scelta abbastanza particolare in ambito estremo: come è nata l’idea?
E’ venuta per caso, la moglie del chitarrista ci ha fatto leggere alcuni versi del poeta, noi siamo sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, sempre “vecchia scuola”, ma che comunque abbia quel quid in più che ci intriga. Leggendo i versi di Tarchetti, li abbiamo fatti nostri – anche perché sono abbastanza ermetici ma anche oscuri – ci abbiamo costruito una canzone che secondo noi esprime bene il malessere del poeta.

Dal punto di vista musicale vi ispirate alla scena svedese dei primi anni 90, con una predilezione per il sound di Stoccolma, anche se non mancano i momenti melodici. Come mai vi rifate a certi stilemi classici?
Franz (basso e voce) e Umberto (chitarra) sono dei giovani ultra quarantenni, vengono dalla generazione degli Entombed, Dismember, Carcass, At The Gates, e non poteva essere diversamente. Abbiamo cercato però di non limitarci e infatti Lorenzo alla batteria ci mette del suo, essendo più giovane, ha altre influenze un po’ più moderne, si ispira comunque al drumming di Dave Lombardo, Behemoth, Slipknot ecc. Abbiamo raggiunto un ottimo amalgama fatto di suoni swedish e batteria più orientata verso partiture e lick un po’ più moderni.

Qual è il vostro rapporto con la melodia?
Noi la ricerchiamo sempre la melodia, siamo convinti che una chitarra e un basso distorti e la batteria che spinge come una forsennata possano fare melodia. Ci piacciono molto arpeggi, sonorità melodiche, ad esempio in “Memento” c’è un solo di chitarra classica spagnoleggiante. Ci affascina l’idea di riuscire a far stare una bella melodia insieme a sfuriate death metal!

Spulciando la vostra discografia sono rimasto incuriosito dal titolo dell’EP “Izzatso”. Ho fatto una ricerca su Google per scoprire il significato di questa parola e mi ha apparso un parrucchiere di Kuala Lumpur. Senza nulla togliere alla nobile arte dell’acconciatura malesiana, immagino che voi sabbiate dato un altro significato a quel termine, mi spieghereste quale?
Izzatso? è lo slang cockeny (una sorta di dialetto londinese) che sta per “Is that so?”. Anche i testi per noi sono molto importanti, pur sapendo che in Italia si parla poco inglese e il growl non è di facile comprensione, siamo convinti che una buona canzone possa diventare ottima se ha un bel testo. Il testo oltre a trasmettere i nostri sentimenti, quello che pensiamo, chi siamo, serve anche per creare qualcosa di magico con la parte musicale della canzone. “Izzatso?” Parla di un tema che ci sta molto a cuore quello dell’inquinamento, stiamo distruggendo ciò che abbiamo di più importante: la nostra casa che è la terra.

Sinora ci siamo soffermarti sul passato, il futuro cosa ha in serbo per voi? Avete già dei brani pronti?
Come detto prima il Covid 19 non ci ha fermato. Abbiamo lavorato su una quindicina di pezzi nuovi e tra questi abbiamo scelto quelli che faranno parte del nuovo album dei Crepuscolo. Abbiamo utilizzato questa pausa forzata per registrare una pre-produzione delle song che ci sono piaciute di più e a metà gennaio inizieremo la registrazione della batteria. Siamo molto eccitati e motivati, registrare un nuovo album è sempre un’esperienza emozionante, vedere concretizzarsi le nostre idee ci ripaga degli sforzi e delle energia impiegate! Non vediamo l’ora che esca il nuovo lavoro, ma comunque non sarà prima di ottobre/novembre prossimi. Nel frattempo ci impegneremo per tornare live appena ce lo consentiranno. Torneremo più incazzati che mai! E sicuramente motivatissimi perché non abbiamo mai smesso di essere Crepuscolo anche chiusi in casa!

In qualche modo i nuovi brani risentiranno della stranezza dei giorni che stiamo vivendo?
Beh ovviamente sì, saranno brani più duri, più intimisti proprio perché abbiamo dovuto imparare a vivere in maniera totalmente diversa. Ci siamo scoperti diversi, più deboli, ma anche più consapevoli che da soli non possiamo nulla, mentre insieme si può sconfiggere un bastardo subdolo come questo cazzo di virus.

E’ tutto, grazie
Grazie a voi per la possibilità che ci date di farci conoscere e far sapere a tutti i metalhead che credono ancora nel metal vero, suonato, urlato, sudato e bevuto che la nostra musica – il metal – continuerà ad esistere solo se ci saranno le persone che vanno ai concerti. Stay metal and make a fucking loud growl!

3000AD – Into the void

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Incubi tecnologici e thrash in passato hanno regalato grandi dischi, per esempio, a firma Voivod e, più recentemente, Vekotr. A rinverdire questo filone, ci pensano i 3000AD di Sam Pryor, da qualche mese fuori con il disco di esordio “The Void” (Metal Scrap Records).

Benvenuto Sam! Potresti presentare la tua band ai nostri lettori?
Grazie! Siamo i 3000AD, un gruppo thrash metal / punk influenzato dalla fantascienza proveniente da Christchurch, in Nuova Zelanda

Puoi spiegarci il significato del nome della band?
Come accennato, c’è un tema fantascientifico nel DNA della band, nei testi e nelle illustrazioni del nostro album di debutto “The Void”, quindi 3000AD è un nome appropriato in questo senso. Stiamo dipingendo una visione oscura di come sarà il mondo in quel periodo.

“The Void” è il vostro primo long playing, il vostro thrash è più orientato al suono dei 90 che a quello degli ’80: sei d’accordo?
Può essere! Lascerò te decidere! In realtà, non volevamo farlo sembrare qualcosa in particolare. La maggior parte delle mie influenze provengono dagli anni ’80, ma cerchiamo di dare una vena moderna alle cose che scriviamo e senza limitarci a sfornare gli stessi tipi di riff tipici di quell’epoca o delle nuove band di tipo thrash retrò.

Come nasce “The Void”? Sono state scritte tutte le tracce per questo album o ci sono alcune canzoni provenienti vostri demo o delle uscite delle vostre band precedenti?
Sono stati scritti in un periodo molto lungo e continuamente raffinati. Un paio di tracce più recenti le stavamo conservando per il prossimo album, ma poi abbiamo pensato che avremmo potuto anche utilizzarle per rendere il nostro debutto il più forte possibile!

Non ho i testi, “The Void” è un concept album?
Un concept album involontario! Perché di solito con un concept album ti viene in mente prima il tema e poi scrivi canzoni intorno a quel concetto. Per questo album, è stato il contrario! Abbiamo scritto un sacco di canzoni senza nulla in mente, poi abbiamo scoperto che erano tutte correlate e raccontavano quasi una sorta di storia. Quindi, con questa idea in mente, abbiamo messo le canzoni nell’ordine corretto per raccontare quella storia.

L’artwork della copertina, di Eliran Kantor, è strettamente connesso al concept della band?
Assolutamente, gli ho fornito molti dettagli sul concept dell’album e quella copertina ne è stata la sua geniale interpretazione. Penso che sia uno dei suoi lavori migliori, ma probabilmente sono di parte! Ah ah.

È difficile per voi promuovere la band partendo dalla Nuova Zelanda?
Sì, è abbastanza difficile, la Nuova Zelanda è nel bel mezzo del nulla ovviamente e la popolazione è molto poca. Non vediamo l’ora che arrivi il momento di partire di nuovo in tour per spargere la voce. Abbiamo in programma il nostro tour in Europa con i Necronomicon per il prossimo anno, speriamo che questa volta si parta!

Quanto è importante per te avere un’etichetta, la Metal Scrap Records, in Europa?
È davvero una grande cosa per noi, avere un contatto in un centro nevralgico per il metal come l’Europa. È il modo perfetto per aiutarci a superare i limiti dell’essere di base in Nuova Zelanda ed è un’ottima etichetta con cui lavorare.

Che mi dici della scena metal underground in Nuova Zelanda?
La scena sta cominciando a crescere di nuovo, credo. Abbiamo qualche concerto da suonare, il che è bello per ricominciare dopo tutti i blocchi. Si spera che ora le persone apprezzino di più la musica dal vivo!

Technological nightmares and thrash in the past have given great records, for example, by Voivod and, more recently, Vekotr. To revive this trend, 3000AD of Sam Pryor, with the debut album “The Void” (Metal Scrap Records).

Welcome Sam! Could you introduce your band to our readers?
Thank you! We are 3000AD, a sci-fi influenced thrash metal / punk group from Christchurch, New Zealand

Could you explain the meaning of the band name?
As mentioned there is a sci-fi theme to the band branding and in the lyrics and art of our debut album “The Void” so 3000AD is appropriate in that sense. We are looking at a dark vision of what the world will be like in that time period.

“The Void” is your first full length, your thrash is more ’90 oriented then ’80: are you agree?
Maybe! I will let you decide! We didn’t actually aim to make it sound like anything in particular. Most of my influences are from the 80’s, but we try to put a modern spin on things and not just churn out the same types of riffs that are typical of that era or the new retro thrash type bands.

How “The Void” is born? Were all the tracks written for this album or there are some songs from your demos or your previous bands releases?
They were written over a very long period and endlessly refined. A couple of the newer tracks we were going to hold back for the next album, but then we figured we may as well make our debut as strong as it possibly can be!

I can’t read the lyrics, is “The Void” a concept album?
It was an unintentional concept album! Because usually with a concept album you come up with the concept first and then go about writing songs around that concept. For this album, it was the total reverse! We wrote a bunch of songs without anything really in mind, and then discovered they were all related and almost told a type of story. So, with that in mind we put the songs in the correct order to tell that story.

The cover artwork, by Eliran Kantor, is strictly connect to the band concept?
Absolutely, I gave him a lot of details around the album concept and that art was his genius interpretation of it. I think it’s one of his best works but I’m probably biased! Ha-ha.

Is difficult for you to promote your band from New Zealand?
Yes, it is quite hard, New Zealand is in the middle of nowhere of course and the population is very small. We are looking forward to a time when we can tour again to get the word out. We have our Europe tour with Necronomicon scheduled for next year so hopefully it works out this time!

How much important is for you to have a label, Metal Scrap Records, in Europe?
It’s really a great thing for us, having that expertise in a Metal hub like Europe. It’s the perfect way to help us overcome the limitations of New Zealand and they are a great label to work with.

What’s about the metal underground scene in New Zealand?
The scene is starting to come back again I think. We have a few gigs to play which is nice for a change after all the lockdowns. Hopefully, people now will appreciate live music more!

Necronomicon – Invincible metal

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Tempo di ristampe per i Necronomicon, cult band thrash tedesca che, in attesa del prossimo disco, ha realizzato una nuova versione del suo album del 2012, “Invictus”, su Metal Scrap Records.

Benvenuto, Freddy. Com’è nata l’idea di questa nuova edizione di “Invictus”, il tuo album originariamente realizzato nel 2012?
Ciao ragazzi! Grazie per il vostro interesse per i Necronomicon. L’idea è venuta alla Metal Scrap Records. Anatoliy mi ha chiesto se fossi interessato e ho pensato che fosse una grande idea promuovere di nuovo questo fantastico album.

La tracklist originale includeva “Possessed by Evil”, canzone che apparve nel debutto omonimo del 1986: perché hai aggiunto questa canzone?
Amo questa roba vecchia ed è una delle canzoni più famose dei Necronomicon.

Nell’edizione 2020 c’è “Possessed Again (acoustic version)”, come nasce questo nuovo tributo al tuo passato?
Nel nostro primo tour attraverso la Russia, abbiamo suonato un concerto acustico in una stazione radio e i ragazzi ne erano entusiasti. Quindi abbiamo deciso di pubblicare una o due canzoni in un nostro futuro album.

Il tuo primo album è stato pubblicato nel 1986, cosa ricordi di quei tempi?
Eravamo totalmente entusiasti di ottenere un contratto discografico e ci siamo sentiti al settimo cielo. Anche se eravamo tutti ancora molto giovani e non potevamo ancora rendercene conto, abbiamo deciso di fare semplicemente musica. Volevamo davvero farlo e penso che ci siamo riusciti abbastanza bene. Forse con qualche problema iniziale e magari ci abbiamo impiegato un po’ più di tempo rispetto ad altre band famose, ma alla fine siamo andati per la nostra strada e continuiamo a farlo… e con più successo che mai.

Dopo che “Necronomicon” ha catturato l’attenzione della scena thrash metal e ha raccolto elogi per la band, ti sei sentito sotto pressione durante la fase di scrittura del secondo album, “Apocalyptic Nightmare”?
Sì, è esatto. E abbiamo sicuramente sbagliato a deviare un po’ dal nostro percorso musicale. Il primo album era solo puro punk e thrash metal. Completamente folle e senza compromessi. Con il secondo album volevamo troppo ma non eravamo ancora pronti. Con il terzo (“Escalation”) abbiamo fatto tutto bene.

L’era classica dei Necronomicon si è conclusa con il terzo album, “Escalation”, forse il vostro maggiore successo?
Assolutamente! Siamo entrati al ventesimo posto 20 della classifica mondiale dei migliori album thrash. Ne sono orgoglioso, davvero.

Una lunga sosta si è verificata tra “Escalation” (1988) e “Scream” (1994). Perché?
Penso che quasi tutti conoscano la nostra storia. È piena di colpi sfortuna, frodi della nostra etichetta discografica, controversie legali e giudiziarie e tanto dolore… ma non abbiamo mai smesso di credere in noi stessi e siamo più forti e migliori che mai. Il nostro nuovo album, “The Last Chapter”, uscirà nel 2021 e, te lo garantisco, spazzerà via tutto!

Il vostro ritorno è datato 2004 con l’album “Construction of Evil”, e dopo quattro anni esce “Revenge Of The Beast”. Sei ancora soddisfatto di questa coppia di release?
Sì. “Revenge Of The Beast” si è piazzato al 6 ° posto in Sud America e al 10 ° posto nelle classifiche rock in Germania.

Dopo “Invictus” (2012), “Pathfinder … Between Heaven And Hell” (2015) e “Unleashed Bastards Of The Beast” (2018), come è cambiato il vostro sound con questi due ultimi album e dopo 30 anni di carriera?
Ovviamente il suono cambia nel corso degli anni. Dopo “Construction Of Evil”, lavoro insieme ad Achim Köhler, che è anche responsabile dello sviluppo del nostro suono. Per me, uno dei migliori ingegneri. Amo il suo lavoro e lui è un mio buon amico.

Quando si parla di thrash metal tedesco, i nomi sono sempre Kreator, Sodom e Destruction. Ma ci sono altre buone band come Necronomicon, Iron Angel, Accuser, Poltergeist… ti scoccia questa cosa?
No. Con i ragazzi abbiamo fatto e stiamo facendo un buon lavoro. Non dobbiamo temere nessuno. Ok, forse abbiamo avuto un po’ di sfortuna all’inizio, ma dopo “Construction Of Evil” siamo cresciuti ripidamente. Non credo che dobbiamo risalare la fila dal fondo.

E il nuvo album invece?
Sarà un killer album… credimi. Un lavoro di puro thrash e speed ​​metal con un suono fulminante. Fate attenzione a “The Last Chapter”!

It’s time for reissues for Necronomicon, the German thrash cult band that, while waiting for the next album, released a new version of the 2012 album, “Invictus”, on Metal Scrap Records.

Welcome, Freddy. How is born the idea of this new edition of “Invictus”, your album dated 2012?
Hi guys! Thanks for your interest in Necronomicon. The idea came from Metal Scrap Records. Anatoliy asked me if that would be interesting and I thought it was a great idea to promote this great album again.

The original tracklist included “Possessed by Evil”, song that appeared on the 1986 self-titled debut: why did you add this song?
I love this old stuff and it’s one of the most famous songs of Necronomicon.

In the 2020 edition there’s “Possessed Again (acoustic version)”, how is born this new tribute to your past?
On our first tour through Russia, we played an acoustic concert on a radio station and the guys where totally flashed about it. So we decided to published one or two songs in an album.

Your first album was released in 1986, what do you remember about that times?
We were totally excited to get a record deal and felt great. Even though we were all still very young and couldn’t really realize it yet, we decided to only make music. We really wanted to do that and I think we succeeded quite well. Maybe with a few teething problems and a little more time than other well-known bands, but in the end we went our way and we still go it…. and more successful than ever before.

After that “Necronomicon” caught the attention of the thrash metal scene and garnered praise for the band, did you feel under pressure during the second album, “Apocalyptic Nightmare”, songwriting phase?
Yeah, that’s right. And we certainly made a mistake to deviate a little from our musical path. The first album was just pure punk and thrash metal. Fully forward and without compromise. With the 2nd album we wanted too much; we weren’t ready for it yet. With the 3rd album (“Escalation”) we did everything right. The success shows it also.

The classic era of Necronomicon ended with the third album, “Escalation”, maybe your successful release?
Absolutely! We have been voted on place 20 of the best thrash metal albums… worldwide. I´m proud of it, really.

A long stop occurred between “Escalation” (1988) and “Scream” (1994). Why?
I think almost everyone knows our story. It is full of blows of fate, fraud from our record label, legal and judicial disputes and a lot of pain… but we never stopped believing in ourselves and we are stronger and better than ever. Our new album, “The Last Chapter”, will be released in 2021 and I guarantee you – it will blow everything away!

Your comeback is dated 2004 with “Construction of Evil” album, and after four years is out “Revenge Of The Beast”. Are you still satisfied of this couple of release?
Yes. “Revenge Of The Beast” placed on 6 in South America and 10th place in the Rock charts of Germany.

After “Invictus” (2012), “Pathfinder… Between Heaven And Hell” (2015) and “Unleashed Bastards Of The Beast” (2018), how is changed your sound with these two last albums and after 30 year of career?
Of course, the sound changes over the years. Since “Construction Of Evil”, I work together with Achim Köhler and he is also responsible for the development of our sound. For me, one of the best sound engineers. I love his work and he is a good friend of mine.

When people talk about German thrash metal, the names are always Kreator, Sodom and Destruction. But, there are others good bands like Necronomicon, Iron Angel, Accuser, Poltergeist… are you sad about this?
No. The guys have and do a good job. But we don’t have to hide from anybody. Ok, maybe we had some bad luck in the beginning, but after the “Construction Of Evil” we only went up steeply. I don’t think that we have to queue up at the back of the line.

What’s about the new record?
It will be a killer….believe me. A work of pure fucking Thrash and Speed Metal with a fulminant sound. Beware of “The Last Chapter”!