Carnation – Iron discipline

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

I Carnation sono stati per il sottoscritto un amore fulminante, scoperti poco dopo il loro esordio, li ho seguiti nel percorso di crescita che li ha portati con “Where Death Lies” (Season of Mist) a uno snodo importante della propria carriera.

Benvenuto Simon (Duson, voce), penso che “Where Death Lies” sia uno dei migliori album del 2020 e che voi siate una delle più interessanti band dell’attuale scena death metal. Ritengo che questa sia un’opinione diffusa, per questo ti chiedo se avete avvertito delle pressioni durante le sessioni di registrazione di questo full length?
Grazie per queste gentili parole! Rispetto alle sessioni di scrittura e registrazione del nostro debutto, abbiamo avvertito una certa pressione, soprattutto per quanto riguarda i vincoli di tempo perché dovevamo pubblicare il secondo non molto tempo dopo il primo. Una volta che una band pubblica il proprio primo album si presume che questa tiri fuori il seguito entro due o tre anni. Se ci mette troppo tempo, il gruppo potrebbe perdere lo slancio iniziale o le persone potrebbero perdere interesse. Questo ci è passato per la mente a un certo punto, ma non credo che ci abbia influenzato troppo… Eravamo abbastanza fiduciosi sin dall’inizio di poter scrivere un altro disco molto buono.

Dove giace la morte?
Le storie contenute nei nostri testi si svolgono principalmente in un regno immaginario. Un regno che cerchiamo di rappresentare con le nostre copertine. “Where Death Lies” significa sfidare i confini della realtà. Si tratta di cercare opportunità per prolungare la vita umana, per sua natura limitata, e di andare oltre la nostra esistenza fisica così imperfetta. Nei testi, la morte è spesso vista come una porta che condurrà a ciò che il protagonista sta cercando.

Mi hai parlato delle pressioni dettate dal calendario, ma nel dettaglio quando sono nate queste canzoni?
Tutte le canzoni sono state scritte nel 2019, la maggior parte di esse nella prima metà dell’anno. Il nostro chitarrista Jonathan è il nostro autore principale. Crea la maggior parte dei riff a casa prima di portarli in sala prove per condividerli con il resto della band. Una volta che ci riuniamo, iniziamo a lavorare sulla struttura per completarla. Dopo che tutti i brani strumentali sono stati ultimati, verso la fine dell’anno, ho iniziato a lavorare sui testi. È stato abbastanza facile collegare le liriche di tutte le nove canzoni a un certo tema centrale, perché sono state scritte nello stesso periodo.

Il brano di apertura è “Iron Discipline”, questo titolo ha ricordato più o meno la situazione che viviamo durante l’attuale emergenza Covid: serve una disciplina ferrea per preservarci. Al di là dei miei sproloqui, qual è il vero significato di questa canzone?
Si tratta della punizione che verrà scontata da colui che decide di infrangere un giuramento nel mondo immaginario di cui ti ho parlato prima. Un giuramento che ha reso questo “qualcuno” parte di un collettivo. Il titolo della canzone ha un doppio significato: da un lato, è un riferimento alla morsa di ferro che il “collettivo” ha sui suoi membri e al modo in cui ci si aspetta che obbediscano. D’altra parte, la disciplina può essere usata come sinonimo di punizione, il che ha senso in relazione al modo in cui il castigo è descritto nei testi.

Avete aperto “Where Death Lies” con una canzone diretta e con un gran groove, in generale penso che questo LP sia più vario del vostro debutto, sei d’accordo?
Sono assolutamente d’accordo con questa affermazione! Abbiamo imparato molto da “Chapel of Abhorrence”, specialmente durante l’esecuzione dell’album dal vivo negli ultimi due anni. Sembrava che avessimo bisogno di apportare alcuni miglioramenti nostro sound per il nostro secondo full-length per soddisfare la nostra creatività. Ecco perché nell’ultimo biennio abbiamo dedicato molto tempo ad affinare le nostre capacità. Jonathan, ad esempio, si è esercitato molto duramente per migliorare il suo stile. Questo è abbastanza evidente nel nuovo disco, poiché ci sono molte più parti con gli assolo e di chitarra solista rispetto a “Chapel of Abhorrence”. Volevamo anche provare un paio di stili vocali diversi in “Where Death Lies”. Non per cambiare completamente la nostra identità vocale, ma per sorprendere l’ascoltatore e risultare un po’ imprevedibili. L’idea di diversificare è venuta abbastanza naturalmente anche durante il processo di scrittura delle canzoni.

Il vostro suono non è quello tipico belga, è orientato alla vecchia scuola svedese, ma ti piacciono alcuni gruppi classici del tuo Paese come Aborted o Agathocles?
Conosciamo Sven degli Aborted da un po’ di tempo. È un amico della band e ascoltiamo la sua musica da anni. Il Belgio non ha una gran storia in ambito death, ma la scena metal in generale è piuttosto interessante. Abbiamo molti amici qui, il che è abbastanza evidente, poiché tendiamo ad aiutarci a vicenda quando è necessario. Vincent, Jonathan e Yarne hanno operato come live session per un alcune band belghe (Evil Invaders, Bütcher, Off The Cross…) in diverse occasioni. Yarne e Bert hanno anche lavorato con molte altre nel loro studio di registrazione, Project Zero. Penso che siamo in buoni rapporti con molti gruppi di queste parti.

Ti piacciono ancora le canzoni incluse nel vostro EP di debutto “Cemetery of the Insane”?
Penso che siano ancora piuttosto interessanti. Sono molto più dirette rispetto alle canzoni di entrambi i nostri album. Di tanto in tanto suoniamo ancora queste tracce dal vivo. L’EP “Cemetery of the Insane” è stato molto importante nel nostro viaggio fino a dove siamo ora. Siamo riusciti a fare molto grazie a quell’EP.

Come è cambiata la tua carriera dopo l’accordo con la Season of Mist?
Onestamente è stato un momento molto importante per noi. Prima di iniziare a lavorare insieme, pensavamo già che la Season of Mist sarebbe stata un’ottima etichetta per i Carnation. Siamo stati estremamente felici di entrare nel loro roster. È molto facile collaborare con il loro staff anche a loro sembra piacere avere a che fare con noi. “Chapel of Abhorrence” è andato abbastanza bene per loro, questo ha reso la nostra cooperazione ancora migliore. Non ci sono stati dubbi sul continuare a lavorare insieme per il secondo album.

Avete eseguito “Sepulcher Of Alteration” all’Hellgium Livestream Festival, come è andata?
Purtroppo, è stato un peccato non essere stati in grado di far debuttare la canzone in un vero e proprio spettacolo dal vivo. Tuttavia, con l’attuale pandemia questa era l’opzione migliore in quel momento. È stata decisamente un’esperienza diversa rispetto a come gestiamo abitualmente i live, non c’è interazione con il pubblico e ci si sente un po’ a disagio. Al momento è dura non poter andare in tour o suonare nei festival. Gli spettacoli dal vivo sono un modo importante per promuovere le nuove canzoni o i nuovi album e per interagire con i nostri fan. Per “Where Death Lies” la nostra unica opzione è promuovere il disco digitalmente. È stato il nostro canale principale e finora i nostri fan sembrano apprezzare i nostri primi due singoli “Sepulcher Of Alteration” e “Iron Discipline”.

Che mi dici del tour giapponese del 2019, avete da sempre un feeling particolare con quel Paese?
Troviamo sempre piacevole esibirci e viaggiare in Giappone. La scena underground death metal laggiù non è paragonabile a quella dell’Europa o degli Stati Uniti in termini di dimensioni, ma sicuramente ci sono tanti appassionati. Ci siamo stati due volte finora e ci siamo divertiti tanto. È un bel Paese e ci consideriamo fortunati a poter viaggiare in questa parte del mondo.

Carnation were for me a fulminating love, discovered shortly after their debut, I followed them in the growth path that led them with “Where Death Lies” (Season of Mist) to an important juncture in their career.

Welcome Simon (Duson, voice), I think “Where Death Lies” is one of the best album of 2020 and you’re one of the best band in death metal scene: did you feel some pressures during the recording sessions of this full length?
Thank you for these kind words! Compared to the writing and recording sessions for our debut album, we did have some pressure; mostly regarding time constraints to release the second album not too long after the first one. Once a band releases their first full-length album; there is a certain expectation that the band will release a follow-up in two or three years after the debut. If you take too long; a band will lose its momentum or people might lose interest. This did cross our minds at one point in time; but I don’t think it affected us too much… We were quite confident from the start that we could write another strong record.

Where does death lie?
The stories in our lyrics mostly take place in a fictional realm. A realm that we try to depict with our cover artworks. ‘Where Death Lies’ is about challenging the boundaries of reality. It’s about searching for opportunities to prolong the limited human lifetime and to surpass our flawed physical existence. In the lyrics, death is often seen as a gateway that will lead to what the protagonist is searching for.

When these songs are born?
All songs were written in 2019; most of them in the first half of the year. Our guitar player Jonathan is our main songwriter. He creates most of the riffs at home before taking them to the rehearsal room to share them with the rest of the band. Once we get together, we start working on the structure and the tempo of a song to really finalize it. After all instrumental tracks were ready by the end of the year; Simon began working on the lyrics in early 2020. It was quite easy to connect the lyrics for all nine songs to a certain central theme, because they were written during the same period.

The opening track is “Iron Discipline”, this title minds to the actual situation during the Covid emergency: we need an iron discipline to preserve ourselves. Meanwhile, which is the real meaning of this song?
It’s about the punishment that will be served if someone decides to break a sworn oath. An oath that made this ‘someone’ part of a collective. The song title is also meant to have a double meaning. On one hand, it’s a reference to the iron grip that the ‘collective’ has on its members, and how they are expected to obey. On the other hand, discipline can be used as a synonym for punishment, which makes sense in relation to the way that the chastisement is described in the lyrics.

You opened “Where Death Lies” with a direct song with a great groove, but I think this LP is more various then your debut, are you agree?
We can definitely agree with this statement! We learned a lot from ‘Chapel of Abhorrence’; especially while performing the album live during the past two years. It felt like we needed to make some improvements on the second full-length to satisfy our own creativity. That’s why we spent a lot of time honing our skills in the past two years. Jonathan for example has been practicing really hard to improve his lead guitar work. This is quite noticeable on the new record, as there are a lot more solo’s and other lead guitar parts compared to ‘Chapel of Abhorrence’. We also wanted to try out a couple of different vocal styles on ‘Where Death Lies’. Not to completely change our vocal identity, but to surprise the listener and to stay a little unpredictable. The idea to diversify also came quite naturally during the songwriting process.

Your sounds is no the typical Belgian one, is Swedish old school oriented, but do you like some Belgian classic bands like Aborted or Agathocles?
We’ve known Sven from Aborted for a while know. He’s a friend of the band and we’ve been listening to his music for years. Belgium doesn’t really have a lot of history regarding death metal, but the metal scene in general is quite cool. We have a lot of friends here, which is quite noticeable, as we tend to help each other out when needed. Vincent, Jonathan and Yarne have done live session work for a couple of Belgian bands (Evil Invaders, Bütcher, Off The Cross…) on several occasions. Yarne and Bert have also worked with a lot of other Belgian bands in their Project Zero recording studio. I think we’re on quite good terms with a lot of bands from around here.

Do you still like the songs included in your debut EP “Cemetery of the Insane”?
I still think they’re quite cool. They seem to be more straight-forward compared to the songs on both our albums. We still play these tracks live from time to time. The ‘Cemetery of the Insane’ EP was very important for us in our journey to where we are now. We managed to accomplish quite a lot with only this EP.

How is changed your career after the deal with Season of Mist?
It was quite honestly a very important moment for us. Before we started working together, we already felt like Season of Mist would be a great label for Carnation. We’re extremely happy to be on their roster. Their personnel is very easy to work with and they seem to enjoy working with us as well. ‘Chapel of Abhorrence’ also did great for them! So, that made our cooperation even better. There were no doubts to continue working together on the second album.

You performed “Sepulcher Of Alteration” at the Hellgium Livestream Festival, what do you remember about the fans’ reaction?
Sadly, it was a little unfortunate that we were unable to debut the song at a proper live show. However, with the current pandemic; this was the best option for us at the time. It was definitely a different experience compared to how we usually handle live shows; there’s no connection with the audience and it does feel a little uncomfortable. It’s hard to be unable to go on tour or to play festivals at the moment. Live shows are an important way to promote new songs or new albums and to interact with our fans. For ‘Where Death Lies’; our only option is to promote the record digitally. It’s been our main focus and so far, our fans seem to like our first two singles; ‘Sepulcher of Alteration’ and ‘Iron Discipline’.

What’s about the 2019 Japanese tour, you have a particular feeling whit this Country?
It was truly a pleasure to perform and travel in Japan. The underground death metal scene over there isn’t comparable to Europe or the United States in terms of size, but they certainly are passionate. We’ve been there twice now, and we’ve had such a good time over there. It’s a beautiful country and we consider ourselves lucky to be able to travel this part of the world.

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