Mork – The black cathedral

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Dopo l’EP “Pesta” del 2020, il gruppo norvegese Mork è tornato con un full length di puro black metal, “Katedralen” (Peaceville Records).

Benvenuto Thomas, dal 5 marzo uscirà il vostro nuovo album “Katedralen”: dopo quattro full-length e tre Ep, è stato relativamente facile ritrovare quell’ispirazione o è stato un lavoro difficile da realizzare?
Il quinto album il quinto giorno di marzo. No, fortunatamente non è mai stato difficile per me creare all’interno dei Mork. C’è una fonte apparentemente improsciugabile dentro di me, davvero. Con il passare degli anni ho iniziato a evitare regole e aspettative specifiche che vengono imposte automaticamente dal black metal. Seguo semplicemente il mio cuore e il flusso che arriva quando sono nel regno della creatività.

Alcune canzoni incluse in “Katedralen” sono state scritte originariamente per l’EP “Pesta”? Assolutamente no. La canzone “Pesta” è stata creata dopo il completamento di “Katedralen”. L’EP è stato un’uscita indipendente che io e la Peaceville abbiamo voluto in attesa del nuovo album.

La risposta della critica a “Det svarte juv” è stata molto positiva, questo ti ha creato ulteriori pressione quando è arrivato il momento di scrivere “Katedralen”?
Non posso rispondere di sì, perché durante la creazione dell’album precedente, ho fatto quello che ho spiegato prima: ho seguito le mie regole. Quando ho capito che quella era la mia strada, fondamentalmente ho fatto lo stesso se non di più su “Katedralen”. Mi piace al 100% quello in cui credo. Anche se il black metal è un genere estremamente severo e schizzinoso.

La “Katedralen” è un luogo reale o solo un simbolo?
È quello che vuoi che sia. Per me era la visione di un luogo da sogno nell’aldilà. Non in senso positivo. Una struttura oscura e massiccia che tiene le anime perse in un’eterna prigionia.

È l’album più introspettivo della tua carriera?
Difficile rispondere, poiché tutti gli album sono così. Ma è un’estratto dalla mia anima, per così dire, di sicuro.

L’album include anche le apparizioni come ospiti di Nocturno Culto dei tuoi compagni di etichetta Darkthrone, Dolk dei connazionali Kampfar ed Eero Pöyry dei maestri del doom Skepticism. Come nascono queste collaborazioni?
Penso che sia una cosa interessante avere dei fratelli della scena black metal con noi nelle nostre usicte. Io e Nocturno abbiamo già lavorato insieme in passato, per questo abbiamo costruito un’amicizia solida negli ultimi anni. Quindi, averlo nell’album è stato una cosa molto semplice e una buona scusa per stare insieme e fare festa. Il suo contributo è fantastico, una leggenda assoluta. Conosco Dolk da un po’ di tempo, quindi vale lo steso discorso fatto per Nocturno. Devo dire che c’era magia nell’aria quando abbiamo registrato le sue parti. Ha trovato un ottimo feeling con i miei testi e ha reso grande immediatamente la sua performance. Eero mi ha dato la sensazione di aver raggiunto una sorta di quadratura completa del cerchio. Ho scoperto gli Skepticism molto tempo fa, nello stesso periodo in cui ho trovato la mia strada nel black metal. Quella band mi ha dato una sensazione forte che non ha mai lasciato il mio corpo. Quindi, quando mi sono reso conto che la mia traccia era orientata verso il funeral doom, ho dovuto rintracciarlo. Per fortuna ci sono riuscito e lui ha accettato. Ora ho l’organo a canne dal maestro del funeral doom ad impreziosire i dettagli di un mio album. Non dire più niente. Il resto è storia.

Sei un fan del funeral doom metal? E questo stile ha influenzato la musica di Mork?
Immagino di non essere un esperto in quanto tale, dato che non ho mai approfondito il genere. Ma sono un fan degli Skepticism. Ricordo che quando ho ascoltato “Sign of a storm” dall’album di debutto, mi ha dato una forte sensazione di vuoto e disperazione. Penso che potrebbe essere stata una delle reazioni più forti che abbia mai avuto dalla musica.

L’ultima canzone dell’album è “De Fortapte Sjelers Katedral”, probabilmente la traccia più lunga del tuo repertorio, potrebbe rappresebtare l’evoluzione del sound di Mork?
Quella canzone è in realtà un vecchio concept su cui mi sono dilettato molti anni fa. All’epoca doveva essere un concept EP. Quindi, quando negli ultimi tempi ho deciso di riprendere l’idea, volevo che fosse un po’ speciale. Non sono un fan delle canzoni lunghe in generale, quindi questa è probabilmente una delle poche eccezioni. È sicuramente un vero e proprio finale per un album. Sono molto soddisfatto di come è andata a finire.

Avete annunciato che promuoverete la nuova uscita con degli spettacoli dal vivo che includono un release show a Oslo e la partecipazione al Wacken Festival 2021. Preferisci gli show da headliner o i grandi festival?
Noi Mork come band dal vivo gradiamo entrambi. Ci piace tanto portare la musica sui palchi grandi e piccoli. In realtà abbiamo suonato alcuni spettacoli dal vivo durante il Covid, ma solo in Norvegia. Ci manca molto viaggiare. Speriamo di poterlo fare prima o poi.

Following on the 2020 “Pesta” EP, Norwegian act Mork is back with a full length of pure black metal, “Katedralen” (Peaceville Records).

Welcome Thomas, from the 5th March your new album “Katedralen” will be out: after four full-lengths and three Eps, was it relatively easy to find that inspiration again or was this a difficult album to make?
Fifth album on the flfth day of March, yes. No, luckily it is never hard for me to create within Mork. There is an seemingly undrainable source inside me for that. No, but really. As the years passed I have begun to avoid specific rules and expectations that automatically comes with Black Metal. I simply follow my heart and the flow that comes when in the creative realm.

Some songs included in “Katedralen” was originally written for “Pesta” EP?
None at all. The “Pesta” song was created after the completion of “Katedralen”. The EP was a spontaneous release that myself and Peaceville got out there while waiting for the new album.

The critical response to “Det svarte juv” was very positive, did that create extra pressure when it came to creating “Katedralen”?
I can’t say it did. Because when creating the previous album, I did what I mentioned; followed my own rules. When I understood that that is my way, I basically did the same if not even more so on “Katedralen”. I am 100% into doing what I believe in. Even though Black Metal is a extreme strict and picky genre.

The “Katedralen” is real place or just a symbol?
It is what you want it to be. To me it was a vision of a dreamlike place in the afterlife. Not in a good way. A dark and massive structure that holds lost souls in eternal captivity.

Is the most introspective album of your career?
Hard to answer, as all the albums are as such. But it is extracted from my soul, so to speak, for sure.

The album also notably includes guest appearances from Nocturno Culto of your labelmates Darkthrone, Dolk of fellow countrymen Kampfarand Eero Pöyry of doom masters Skepticism. How are born these collaborations?
I think it’s a cool thing to have Black Metal brothers included in such things. Nocturno and myself have worked together before as well, as well as built a friendship over the last years. So, having him in the album was a very relaxed deal, and a good excuse to get together and have party. His contribution is great, what a absolute legend. I have known Dolk for a while too, so the same deal there as with Nocturno. I have to say there was magic in the air when we recorded his parts. He came up with a excellent response to my lyrics and nailed the performance. Eero gave me the gift of having a sort of complete circle feeling. As I discovered Skepticism way back at the same time of finding my way into Black Metal. That band gave me strong feel that has never left my body. So when realizing that my track was leaning towards Funeral Doom, I had to track him down. Luckily I succeeded and he obliged. Now I have got pipe organs from the master of Funeral Doom himself as a closer on my album. Say no more. The rest is history.

Are you a funeral doom metal fan? And how this style did influenced Mork music?
I guess I’m not a fun as such, as I have never digged deep into the genre and found more bands. But I am a fan of Skepticism. I remember listening to “Sign of a storm” from the debut album, that gave me a strong feeling of emptiness and hopelessness. I think that might have been one of the strongest reactions I’ve ever had from music.

The last song on the album is “De Fortapte Sjelers Katedral”, probably the longest song in your repertoire, could be the evolution of the Mork sound?
That song is actually an old concept that I dabbled with many years ago. It was supposed to be a concept EP back then. So, when I in recent times decided to bring the idea back, I wanted it to be a bit special. I am not a fan of long songs in general, so this is probably one of the few exceptions. It is a proper finale of the album, for sure. I am very pleased with how this turned out.

You have announced you will be supporting the new release with live shows which includes an album launch show in Oslo and Wacken Festival 2021. Do you prefer headline shows or great festivals?
Mork as a live-band takes both. We truly enjoy bringing the music to the stages both big and small. We have actually been playing some live shows during covid, but only in Norway. We really miss traveling. Hopefully we will be able to sooner than later.

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