Deadform – Un incubo industrial blues

I Deadform sono un duo Industrial composto da Peter Bell ai synth e Dead Kryx – Cristian Di Natale già noto come “Murthum”, membro fondatore ed anima dei Mortifier una delle prime band black metal italiane – alle chitarre. Hanno da pochissimo pubblicato il loro Ep d’esordio “Tales of Darkforms” su Bandcamp.

Ciao Peter, benvenuto sulle pagine de Il Raglio del Mulo! Come nasce il progetto “Deadform”?
Conosco Kryx da molto tempo, eravamo adolescenti. Nel piccolo paese rurale dove siamo nati chi ascoltava determinati generi musicali era considerato un alieno e quindi tra alieni ci conoscevamo tutti e ci scambiavamo cassette, dischi ed esperienze di viaggi impossibili no budget… facevamo migliaia di chilometri insieme per vedere le nostre band preferite. Deadform nasce da questo spirito ritrovato dopo alcune free session da un amico comune. Il mio modo alternativo di suonare i synth insieme alla sua macchina da riff ha trovato da subito un’intesa sonora. Insieme abbiamo pensato ad progetto che potesse unire power electronics, techno e metal sperimentando una nuova miscela esplosiva. Non ci siamo mai annoiati e ogni traccia ci spronava a lavorare sulla successiva .

E’ stato difficile unire la tua anima elettronica a quella più propriamente black metal di Dead Kryx?
Le influenze black metal si percepiscono specialmente nella prima traccia “Darkforms” ma non avendo un cantante, e in quel momento neanche un batterista, dopo un po’ di session insieme l’idea di proporre musica solo strumentale è stata naturale, poi l’entusiasmo ha fatto il resto.

In che maniera vi approcciate alla composizione dei brani?
Tutte le tracce sono state abbozzate insieme. Alcune volte ho sviluppato più una mia idea al synth o alla drum machine, altre volte siamo partiti da una parte di chitarra e via via in questo modo abbiamo rifinito le tracce. Solo quattro al momento per un Ep ma siamo già pronti a pubblicarne altre, come prima uscita può bastare.

L’industrial è un genere che ha avuto la sua maggiore notorietà negli anni ’90, cosa può ancora caratterizzarlo nel 2021 secondo voi ?
L’industrial era il genere a cui ci sentivamo più vicini pur essendo naturalmente molto lontani dalla Wax Trax di Chicago. Certamente amiamo band come NIN, Skinny Puppy, Ministry, Front 242 tanto per citarne alcuni. Crediamo che il rock oggi per vivere abbia sempre più bisogno della sintesi elettronica e l’industrial è secondo noi il genere che più di tutti può incubare l’anima del blues con i ritmi industriali della dance music. Il mondo della musica è infinito ed è la massima espressione dell’uomo su questo pianeta.

Il vostro Ep “Tales of Darkforms” è una sorta di viaggio sonoro che ben si presta a un immaginario apocalittico, avete intenzione di pubblicare altri videoclip oltre quello già edito di “Convulsex”?
Ci stiamo lavorando… il video di “Convulsex” è stata una sfida, in effetti pensavamo quanti videogiochi devono il loro successo alla musica?

Vista l’attuale stasi della musica dal vivo, che ne pensate delle esibizioni in streaming? Avete mai pensato a qualcosa del genere?
Adesso abbiamo un batterista e, virus permettendo, stiamo cercando di preparare un set dal vivo. In merito alle esibizioni in streaming bisognerebbe inventarsi qualcosa di più che suonare davanti ad una camera fissa, ci vorrebbe uno show.

Come Mutaform Records, hai pubblicato diverse produzioni, quanto il contesto del Sud ed in particolare della Valle D’Itria influisce sulle tue produzioni ?
Una delle cose più stimolanti che abbiamo da queste parti è il poter passare dal nulla più assoluto – un paesaggio rurale o un parco marino – ad un posto dove si suona si balla e ci si diverte senza traffico, con tantissimo spazio a disposizione. La vita all’aperto, un po’ di sport e l’osservazione… tutte queste cose aiutano molto e stimolano l’orecchio nella creazione di nuove tessiture sonore .

Quali progetti avete per il futuro musicale post-pandemico?
Stiamo lavorando ad una versione live dei Deadform con un giovane batterista e ad altre nuove tracce.

Treponem Pal – La macchina francese

Per chi come me ha vissuto i primi anni novanta in “presa diretta” i Treponem Pal hanno un significato particolare. Erano uno di quei gruppi che facevi ascoltare agli amici quando volevi far colpo. E il più delle volte ti ritrovavi con un pugno di mosche in mano. Troppo geniali per essere capiti da tutti. Dopo un lungo silenzio eccoli nuovamente tra noi con il monumentale “Wierd Machine”, un album che probabilmente passerà inosservato come tutti i precedenti. Ma cosa c’è di meglio dell’essere dei geni incompresi?

Ciao Marco, come stai?
Molto bene, grazie.

Cosa ti ha spinto a riformare la band?
Avevo bisogno di tirare fuori da me un sacco di energia!!! Vedere come è ridotto il mondo mi tristezza e invece di reagire impugnando una pistola ho preferito tornare alla musica.

Credo che “Wierd Machine” sia un grande album. Un grande album punk! Sei d’accordo con me?
L’hai detto! E’ esattamente così, io ripeto sempre che il sound del nuovo TPAL è molto più punk e psichedelico che in passato…

Quando hai iniziato a scrivere le canzoni di “Wierd Machine”?
Abbiamo iniziato circa due anni fa, ed è venuto tutto fuori in modo veloce e rapido!!! E non è così ovvio come puoi credere! (ci hai messo due anni, come posso credere che sia ovvio? Ndr) Ma il modo di lavorare che abbiamo attualmente è quello che la gente intorno a TPAL gradisce. E la gente da noi vuole solo a rebellious music with no compromise…

Immagino che i testi vadano in questa direzione…
Parlano di libertà! !! Lotta agli oppressori e ai dittatori che sono ancora tanti su questo fottuto pianeta! Poi contengono un invito ad essere sé stessi, semplicemente sé stessi. E di rispetto per l’umanità che ci circonda.

Cosa ti aspetti da questo album?
Che venda milioni di copie… domanda semplice… risposta semplice… Ma principalmente che mostri alla nostra audience che siamo tornati! Questo disco è un vero trip …. o lo ami o lo odi! and that’s it !!!

Le parti di basso sul disco sono suonate dal grande e sfortunato Paul Raven (Kiling Joke, Prong e Ministry sono alcune delle band in cui ha militato prima di esser trovato morto il 20 ottobre 2007). Cosa ricordi di lui?
Solo il meglio. Un uomo forte! Un vero ribelle! Un vero rude boy!!!! Non un angelo, ma un vero amico del tipo di uomo che ti lascia mai nella merda. Riposa in pace fratello mio!

Una novità importante è il passaggio alla Listenable Records…
Sino ad ora nulla da ridire su di loro. Si stanno comportando con noi al meglio. Vedremo cosa accadrà in futuro.

Alcuni mesi fa la Metal Mind Records ha pubblicato un cofanetto con tutti i vostri vecchi album. Soddisfatto dell’operazione?
Sì, molto. Anche perché siamo stati parte attiva nell’operazione.

Ok, è tutto. Grazie Marco.
KEEP THE FIRE BURNING!!!

Intervista originariamente pubblicata su www.rawandwild.com nel 2008 in occasione dell’uscita di “Weird Machine”
http://www.rawandwild.com/interviews/2008/int_alexschiavi.php