Meursault Omega – Sete di potere

La collaborazione con Metal Underground Music Machine questa volta ci ha permesso di scoprire i Meursault Omega, creatura multiforme, ideata e condotta da Cliff Scott, che con il proprio secondo album, “Cold Thirst”, ha realizzato un caleidoscopio musicale di difficile catalogazione.

Ciao Cliff, siamo arrivati alla fine del 2021, contraddistinto dalla pubblicazione del secondo album “Cold Thirst”, ti andrebbe di fare un bilancio di questo anno?
Ciao Giuseppe e lettori de Il Raglio del Mulo, beh, non so se in questo periodo convenga usare il termine “positivo”, in ogni caso direi molto buono.

I Meursault Omega, sin dalla loro ideazione sono un gruppo aperto con te a coordinare il tutto. Dato che in poco più di un anno avete pubblicato due dischi, “Meursault” e “Cold Thirst”, credi che questa prolificità sia il frutto della particolare scelta di forma aperta scelta per il gruppo o alla fine resta tutto merito tuo?
Penso contino l’uno e l’altro, nel senso che io ci metto del mio ma c’è anche chi mi dà retta e mi segue nel progetto quindi il frutto va condiviso, specialmente quando chi mi segue fa meglio di quanto avrei fatto io.

Altra cosa che mi ha impressionato durante l’ascolto è la varietà di stili presenti, ho sentito le influenze più disparate nella tua musica. Alla luce di quanto detto prima, questa varietà stilistica è il frutto delle tue influenze personali oppure è una condizione necessaria quando in un progetto intervengono più artisti d’estrazione differente?
Siamo tutti un po’ quello che ascoltiamo. Io personalmente ascolto molto metal, ma anche molta musica anni settanta. Il punto di partenza è sempre un certo metal classico, ma poi, non essendoci limiti alla sperimentazione, anche chi contribuisce finisce per puntare il quadrante nella direzione che gli è più congeniale, creando qualche interessante contaminazione.

Ti andrebbe di ricordare i nomi dei personaggi che hanno collaborato con te in questi anni nel progetto Meursault Omega?
Certamente. Chiara Manese, mezzo soprano molto attiva in ambito lirico, ma anche nel metal con i Blut; Francesca Tosi, grintosa cantante dei Mad Hour/Mediera/HaddaH; Asator Ægishjálmur dei Daysidied/Asidie e sua moglie Lunaria Wistful dei Mooniric; Simona “Sandcrow” Guerrini dei Gravestone, Carlo Fiore, tastierista dei Macchina Pneumatica, lo sfortunato Matteo Venegoni, indimenticato master mind del Detevilus Project. Non vorrei sbagliare, ma credo che nel prossimo lavoro potrebbero aggiungersene altri.

Raramente i promo che mi arrivano contengono i testi, invece in quello di “Cold Thirst” sono presenti e vengono accompagnati anche da alcune note. Mi pare che questa scelta evidenzi una centralità delle liriche nel tuo progetto. E’ così?
Sì, trattandosi di un lavoro con un unico filo conduttore, diversi episodi legati alla pena capitale, i testi sono funzionali alla musica. Quella della pena capitale non è un’idea originale, ma mi andava di approfondire la tematica guardandola nelle sue diverse sfaccettature.

Oltre ai testi, trovo anche delle foto: che rapporto c’è tra la tua musica e le immagini?
Sicuramente è molto importante: un’immagine può colpire l’attenzione e farsi fonte d’ispirazione per un brano o rappresentare meglio di ogni altra cosa il mood del pezzo o addirittura dell’intero lavoro.

Restando in tema di immagini, mi spieghi la copertina di “Cold Thirst”?
Il tema sotterraneo di “Cold Thirst” è il potere inteso come qualcosa d’intangibile. Lo stesso titolo “Sete fredda” sottintende la sete di potere. La copertina, realizzata da Frost Bite, un disegnatore indonesiano, vuole rappresentare il dispiegamento delle forze in campo. Sul potere esecutivo, rappresentato dal cavaliere a cavallo, e sui condannati a morte, campeggia un potere occulto, il nero palazzo sullo sfondo, sede del potere, del quale a noi non è concesso di sapere molto di più.

Al di là delle difficoltà contingenti legate alla pandemia, credi che il progetto Meursault Omega può avere un’appendice live?
Non sei il primo che me lo chiede. Per la sua stessa natura, aldilà della situazione attuale, il progetto non è pensato per essere suonato dal vivo, ma mai dire mai…

Propositi per il 2022?
In questi giorni sto gettando le basi per il seguito di “Cold Thirst”. Sarà un lavoro un po’ diverso, vediamo che viene fuori…

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